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Schiaparelli si è schiantato sul suolo di Marte: forse è distrutto

I retrorazzi hanno funzionato soltanto per tre secondi, dopodiché il computer di bordo li ha spenti.

Il lander Schiaparelli
Il lander Schiaparelli

globalist

20 Ottobre 2016 - 14.37


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Il lander Schiaparelli della missione ExoMars è caduto sul suolo di Marte. Si tratta di una parziale sconfitta, per fortuna l’Europa ha un’altra sonda nell’orbita di Marte, il Tgo, che sta funzionando perfettamente. Ma la notizia cattiva è che il lander Schiaparelli è rimasto in silenzio: i suoi retrorazzi hanno infatti funzionato soltanto per tre secondi, dopodichè il computer di bordo li ha spenti. Paolo Ferri, direttore delle operazioni di volo delle missioni dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha rivelato: “I dati che abbiamo dicono che la sequenza di atterraggio ha funzionato fino al distacco dello schermo posteriore del paracadute. A quel punto l’accensione dei retrorazzi ha funzionato solo per tre secondi, poi il computer di bordo ha deciso di spegnerli”. 

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Ha continuato Ferri: “Rispetto ai tempi previsti, questo è accaduto nella fase finale, quando mancava un po’ meno di un minuto al momento dell’arrivo sul suolo. D’altro canto, però, quello del radiotelescopio era una sorta di esperimento. Le comunicazioni più attese erano quelle della sonda Mars Express, ma anche quest’ultima ha confermato la perdita del segnale, interrotto improvvisamente prima dell’arrivo a Terra”. 

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Perché il segnale si è interrotto?  Al momento sono tantissime le ipotesi. I tecnici al lavoro nel centro di controllo della missione, nel Centro per la scienza e la tecnologia (Esoc) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), stanno esaminando la situazione. Ci sono speranze, anche se remote. 

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Quella che aspetta i responsabili della missione sarà una lunga notte dedicata all’analisi dei dati della sonda Tgo (Trace Gas orbiter), che ha segnato comunque un successo con il perfetto ingresso nell’orbita marziana. Le ipotesi sul tappeto sono le più diverse. La peggiore, ha detto il responsabile delle operazioni di volo dell’Esa, Paolo Ferri, è il mancato funzionamento dei retrorazzi: in questo caso il veicolo avrebbe avuto un impatto violento sul suolo marziano. L’ipotesi ottimistica è invece che nelle ultime fasi dell’arrivo su Marte Schiaparelli abbia avuto un problema nel cambio di antenna, che era previsto dalla missione. “Nella notte – ha proseguito Ferri – lavoreremo all’analisi dei dati dell’orbiter Tgo, che saranno più dettagliati di quelli arrivati dal radiotelescopio di Pune e dalla sonda Mars Express. Sono stati registrati durate la discesa di Schiaparelli e contengono tantissimi parametri acquisiti in tempo reale che potranno dirci molto di più. Siamo molto fiduciosi che riusciremo a capire che cosa sia successo”.

Speranze di poter risentire il lander. “La speranza è sempre l’ultima a morire, difficile dire al momento che sia stato uno ‘schianto’, gli scienziati della missione stanno studiando una mole enorme di dati e le analisi sono in corso”. Sono le parole del portavoce dell’Esa, Franco Bonacina. 

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