L'iride sarà la nuova password

Il futuro dell'autenticazione potrebbe essere nascosto nell'occhio. Con le lenti a contatto hi-tech di Google potremo dire addio alle parole segrete

Desk3 7 giugno 2015
Nei prossimi anni potremo dire addio alle password complicate e spesso dimenticate: dopo le impronte digitali, il futuro nell'autenticazione potrebbe essere negli occhi. Ne sembra convinta Google, che ha depositato un brevetto per lenti a contatto in grado scansionare l'iride e riconoscere l'utente. E le novità non finiscono qui: un'università Usa sta lavorando a un sistema di identificazione che sfrutta l'impronta del cervello, o meglio il modo in cui ogni mente umana reagisce in modo unico a una serie di stimoli. Il brevetto di Google si riferisce a lenti a contatto che scansionano l'iride e possono essere impiegate in «sistemi e metodi associati con l'identificazione e l'autenticazione».




Per la compagnia di Mountain View il settore non è nuovo. Insieme all'azienda farmaceutica Novartis sta infatti lavorando a lenti a contatto pensate per i diabetici, in grado di monitorare i livelli di glucosio nel sangue. A studiare l'impronta del cervello è invece la Birghamton University. In una ricerca pubblicata sulla rivista Neurocomputing, gli esperti hanno sottoposto a 45 volontari a una lista di 75 acronimi, monitorando con tre sensori l'area del cervello che legge e riconosce le parole. Gli esperti hanno riscontrato una notevole differenza nelle reazioni cognitive dei partecipanti a ogni acronimo, tanto che il computer è stato in grado di identificare le persone con un'accuratezza del 94%. Stando agli esperti, l'impronta del cervello avrebbe un vantaggio rispetto a quella digitale: quest'ultima, in caso di furto, non può essere cancellata, mentre l'impronta del cervello può essere «resettata» cambiando gli stimoli.