Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che di solito manifesta i suoi primi sintomi intorno ai 60 anni di età. Esiste però anche una forma giovanile, che si manifesta prima dei 40 anni e che rappresenta circa il 10% dei casi di Parkinson. Anche in questo caso i sintomi sono tremori, rigidità muscolare e difficoltà a controllare il proprio corpo. Meno frequenti nei giovani sono invece i problemi legati alla memoria e lo stato confusionale.
Oggi, però, grazie allo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di neuroscienze (In-Cnr) di Milano, coordinati da Maria Passafaro, in collaborazione con colleghi dell’Istituto auxologico italiano di Milano, diretti da Jenny Sassone, si sa qualcosa in più sul Parkinson giovanile.
I ricercatori hanno scoperto la causa principale della malattia neurodegenerativa nei giovani. Si tratta delle mutazioni in un gene nominato Park2 che in pratica permette di costruire una proteina chiamata parkina. L’assenza di tale proteina causa la morte dei neuroni che hanno un ruolo chiave nel controllo dei movimenti, caratteristica principale della malattia.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista [url”Nature Communication”]http://www.ecoseven.net/%20http:/www.nature.com/ncomms/2014/141015/ncomms6182/full/ncomms6182.html[/url].
La ricerca, finanziata dalla fondazione Cariplo e dal ministero della Salute, potrebbe portare ad elaborare nuove strategie terapeutiche per rallentare il decorso del Parkinson giovanile.
