Dopo la morte si resta coscienti per qualche minuto

Una ricerca inglese rivela: subito dopo che il cuore ha smesso di battere si rimane coscienti per qualche minuto.

Dopo la morte si resta coscienti per qualche minuto
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7 Ottobre 2014 - 21.52


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Che cosa succede nel momento in cui si muore? Da secoli l’uomo cerca di rispondere a questa domanda: un team di studiosi inglese dell’Università di Southampton dopo aver studiato per 4 anni ha scoperto qualche cosa in più, studiando oltre 2000 casi di persone che hanno subito un arresto cardiaco e che quindi hanno vissuto quella che comunemente viene definita come un’esperienza di pre-morte. Secondo gli scienziati, tra la vita e la morte, si aprirebbe una ‘finestra’ di consapevolezza, una sorta di coscienza che dura alcuni minuti, anche dopo che il cuore ha smesso di battere.

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Gli studiosi hanno infatti notato che il 40% dei sopravvissuti a un arresto cardiaco descrive una sorta di consapevolezza nel periodo di tempo in cui erano clinicamente morti, prima che il cuore ripartisse. Un 57enne di Southampton, addirittura, ha ricordato di aver abbandonato il corpo e aver assistito alle manovre di rianimazione da un angolo della stanza. Nonostante sia rimasto ‘morto’ per 3 minuti, l’uomo ha ricordato le azioni degli infermieri nel dettaglio, descrivendo persino il suono dei macchinari.

“Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere”, ha spiegato al Telegraph il coordinatore del lavoro, Sam Parnia, ricercatore un tempo alla Southampton University e oggi alla State University di New York. “Ma in questo caso la consapevolezza cosciente è continuata per più di 3 minuti nel periodo in cui il cuore non batteva, nonostante il cervello si ‘disattivi’ 20-30 secondi dopo che il cuore si è fermato. L’uomo – ha proseguito Parnia – ha descritto tutto quello che è accaduto nella stanza. Ma, cosa ancor più importante, ha udito due beep di un macchinario che fa un rumore a intervalli di 3 minuti.Così possiamo misurare la durata della sua esperienza. Ci è apparso molto credibile: tutto quello che ci ha detto gli era davvero accaduto”.

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Dei 2.060 pazienti studiati, solo 330 sono sopravvissuti e 140 hanno avuto esperienza di questo tipo mentre venivano rianimati. I racconti, però, non sono tutti uguali: alcuni pazienti infatti non ricordano dettagli specifici, ma sembrano emergere dei temi comuni. Uno su cinque ha raccontato di aver sentito un insolito senso di pace, e quasi un terzo ha avuto la sensazione che il tempo rallentasse o accelerasse. Alcuni hanno ricordato una luce intensa, un flash dorato o un grande sole luminoso. Altri ricordano paura o una sensazione come di annegamento. Il 13% si è sentito separato dal corpo e altrettanti hanno percepito un affinarsi dei sensi.

“Stime hanno suggerito che milioni di persone hanno avuto vivide esperienze in relazione alla morte, ma le prove scientifiche finora erano ambigue – ha notato Parnia – Molte persone hanno dato per scontato che queste fossero allucinazioni o illusioni, ma” i fatti descritti “sembrano corrispondere a eventi reali. Queste esperienze necessitano di ulteriori indagini”.

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