Le conseguenze negative dell’amianto per la salute dell’esposizione possono manifestarsi anche dopo molto tempo e si prevede che il picco dei malati venga raggiunto tra circa 15 anni. Le morti causate dall’amianto sarebbero ben 5000 ogni anno.
L’esposizione all’amianto può provocare danni circolatori e respiratori. La Corte Costituzionale ha emesso poco tempo fa una sentenza storica sull’amianto, annullando parzialmente le norme sulla decadenza triennale nel caso di giudizi in corso al momento dell’entrata in vigore della legge (estate 2011). In caso di sentenze sfavorevoli, dovranno essere avanzate le impugnazioni.
Un tecnico aeronautico esposto all’amianto ha da poco ottenuto dal Tribunale di Roma una vittoria da non sottovalutare. Il tribunale della capitale ha infatti condannato l’Inps a rivalutare la posizione contributiva del lavoratore. La sentenza è molto importante, poiché riconosce l’esposizione qualificata a polveri e fibre di amianto e preclude all’Inps ogni possibilità di contestare eventi analoghi nel settore aeronautico, secondo quanto dichiarato da Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha in programma un incontro sul problema che si svolgerà a Napoli il prossimo 5 aprile. Verranno resi noti i dati relativi alle stime della presenza di amianto nella Regione Campania e all’interazione di questo materiale con altri agenti patogeni.
Il problema dell’amianto non riguarda, però, soltanto chi lavora negli aeroporti, ma anche tutti i cittadini, con particolare riferimento a coloro che frequentano scuole e ospedali. Secondo Bonanni, in Italia si trovano almeno 2400 scuole con presenza di amianto, a fronte delle poche centinaia di edifici scolastici e ospedali che erano stati indicati nel Piano Nazionale Amianto presentato dal Governo Monti. Al momento, a parere di Bonanni, in Italia non esisterebbe un piano nazionale ufficiale per lo smaltimento.
Bonanni racconta poi della strage che la fibra killer ha causato negli anni ed avverte: “anche la Terra dei fuochi nasconde il pericolo amianto”. In particolare, il presidente dell’Ona ha ricordato il caso della ex Isochimica di Pianordardine dove metà dei lavoratori dello stabilimento negli anni ’80 si è ammalato e, cosa più importante, è possibile che molte altre situazioni vengano a manifestarsi in futuro dato che questo tipo di patologie asbesto-correlate hanno tempi di latenza che vanno dai 10-15 fino ai 40 anni.
A 20 anni dalla legge sulla messa al bando dell’amianto in Italia, il rischio di ammalarsi sarebbe ancora altissimo. La mappatura dei siti pericolosi non sarebbe mai stata completata e dal 1992 solo il 2% dell’amianto presente sul nostro territorio sarebbe stato bonificato. L’opera di bonifica del territorio è assolutamente fondamentale per difendere la salute dei cittadini.
