Rabbia Pd: M5s e centrodestra negano il questore del Senato ai democratici

Martina: "è una questione democratica". Calderoli, La Russa, Taverna, Rossomando i vice presidenti di Palazzo Madama.

Aula Senato

Aula Senato

globalist 29 marzo 2018

Rabbia del Pd dopo l'elezione dei quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari al Senato. L'Aula di Palazzo Madama ha eletto i suoi 4 vice: Roberto Calderoli della Lega, Ignazio La Russa per Fratelli d'Italia, Paola Taverna del M5s e Anna Rossomando del Pd.
I senatori hanno eletto anche i tre Questori: Antonio De Poli, per Fi; Paolo Arrigoni, per la Lega; Laura Bottici del M5s. Al Pd non è toccato nessun Questore perché il candidato Gianni Pittella ha ottenuto solo 59 voti.
I dem chiedevano un vicepresidente e un questore in entrambe le Camere, in quanto opposizione, secondo la prassi in atto sin dal 1948. Teoria contestata dal M5s che ha invece sostenuto che, non essendoci ancora il governo, non si può ancora dire chi è maggioranza e chi è opposizione.
Dura la reazione del Pd. "La presenza dem nelle presidenze di Camera e Senato - ha detto il segretario reggente Maurizio Martina - è una questione democratica".
"Una cosa molto grave - ha aggiunto Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato - mai successa: la maggioranza, che ha già eletto i presidenti, ha deciso di non dare possibilità di accesso all'opposizione nei ruoli dell'ufficio di presidenza a Palazzo Madama. Quanto accaduto, secondo Marcucci, "rafforza un rapporto basato sulla spartizione e sull'assenza di trasparenza tra M5s e Lega".
Al Pd non è andato neanche un segretario d'aula. Sono stati eletti Paolo Tosato e Tiziana Nisini della Lega, Francesco Giro e Vincenzo Carbone di Fi, Michela Montevecchi, Sergio Puglia, Giuseppe Pisani e Gianluca Castaldi del M5s.
La tensione riguarda anche la Camera dove il rischio per i dem, senza una intesa politica, è di non incassare neppure un questore e un vicepresidente. I 5Stelle considerano fondamentale una vicepresidenza per la battaglia sui vitalizi e quindi, pur avendo già lo scranno più alto di Montecitorio, vogliono incassarne una.