Giorgia Meloni difende Andrea Delmastro e lo mantiene al suo posto, senza chiederne le dimissioni nonostante le polemiche. Una posizione che contrasta con quella tenuta in passato, quando all’opposizione la leader di Fratelli d’Italia chiedeva dimissioni immediate in situazioni analoghe.
Lo scontro politico sul referendum si accende attorno al caso che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, finito al centro delle polemiche per presunti rapporti economici con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan camorristico dei Senese.
A intervenire è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha difeso il sottosegretario: “Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa”.
Alla domanda sulla sua permanenza nell’incarico, la premier è stata netta: “Si”.
Le opposizioni, però, si presentano compatte all’attacco, sostenendo che la presidente del Consiglio fosse informata della vicenda già da settimane. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sollecita Meloni a chiarire pubblicamente la propria posizione prima del voto referendario. Sulla stessa linea anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che chiede un intervento immediato: “Delmastro si deve assolutamente dimettere, come fa un presidente del Consiglio a tenerlo ancora al suo posto?.”
Dura anche la presa di posizione di Angelo Bonelli, che definisce la situazione di una “gravità inaudita” e solleva ulteriori interrogativi: “Delmastro non ha comunicato alla Camera, come la legge prevede, il fatto che possedeva azioni di una società. Ogni deputato è obbligato a farlo. Perché non lo ha fatto?”.
A questi dubbi si aggiungono quelli di Nicola Fratoianni, che chiede chiarimenti sui rapporti tra il sottosegretario e la famiglia Caroccia. Nel frattempo, sui social circola anche una fotografia che ritrarrebbe Delmastro insieme a esponenti legati a quell’ambiente, scattata in un ristorante in passato gestito dal condannato.
Il clima politico resta teso alla vigilia del referendum. Lo stesso Delmastro, come già fatto nei giorni precedenti, respinge le accuse con toni duri, definendo “la mafia una montagna di merda” e rivendicando il proprio impegno contro la criminalità organizzata, ricordando anche il livello di protezione di cui dispone e i tentativi di aggressione subiti da detenuti mafiosi.
Dopo il voto, la questione potrebbe approdare in Commissione Antimafia. Le opposizioni hanno già chiesto un intervento formale e, secondo quanto emerge, nei prossimi giorni l’ufficio di presidenza valuterà la possibilità di convocare Delmastro in audizione. L’obiettivo dichiarato è fare piena luce sulla vicenda. Tra gli atti già disponibili alla Commissione figurano anche i fascicoli relativi all’indagine sul clan Senese, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e conclusa con una sentenza definitiva della Cassazione lo scorso febbraio.
Non sarebbe invece collegato direttamente al caso l’incontro avvenuto a piazzale Clodio tra la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo e il procuratore capo Francesco Lo Voi. Il confronto, durato oltre un’ora, era già programmato da tempo e rientrerebbe nei contatti istituzionali periodici tra magistratura e Commissione, anche se non si esclude che sia stato affrontato il tema di attualità.
Nel frattempo, gli inquirenti potrebbero aver avviato verifiche per accertare eventuali profili penali legati alla società “Le 5 Forchette Srl”, di cui Delmastro ha detenuto una quota. Tra i soci figurava anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro, attualmente detenuto a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a quattro anni. La società, costituita presso un notaio di Biella, aveva una sede operativa in via Tuscolana a Roma, dove era stato aperto il ristorante “Bisteccheria d’Italia”.
Sulla vicenda interviene anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che difende il collega: “Per quel che conosco Andrea Delmastro possono dirmi di tutto ma non che sia una persona che volontariamente e consapevolmente possa avere rapporti con i camorristi. Essendo sottosegretario alla Giustizia, sapendo l’interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno, quindi penso saprà difendersi tranquillamente da solo”.
