La Supermedia Agi restituisce un quadro inedito rispetto agli ultimi mesi: per la prima volta dopo molto tempo si può parlare di un centrodestra in affanno. La difficoltà emerge sia dalle intenzioni di voto ai partiti — con la coalizione che nelle ultime due settimane lascia sul terreno l’1,2% complessivo — sia dal fronte referendario. Qui il vantaggio del Sì sul No continua ad assottigliarsi e ora si attesta a 2,4 punti percentuali; diversi istituti iniziano inoltre a registrare con una certa continuità una situazione di sostanziale equilibrio, se non addirittura un lieve sorpasso del No.
Un indebolimento che solo in parte sembra spiegabile con l’ingresso della nuova formazione guidata da Vannacci, Futuro Nazionale, che rispetto a due settimane fa appare sostanzialmente stabile.
Nel dettaglio, la Supermedia delle liste assegna: FDI al 29,1% (-0,6), PD al 22,1% (=), M5S all’11,8% (-0,2), Forza Italia all’8,9% (-0,2), Lega al 7,0% (-0,4), Verdi/Sinistra al 6,7% (+0,4), Azione al 3,4% (+0,2), Futuro Nazionale al 3,0% (+0,1), Italia Viva al 2,2% (-0,1), +Europa all’1,6% (-0,1), Noi Moderati all’1,1% (=)* (*non rilevato da Tecné).
Per quanto riguarda invece le coalizioni (assetto 2022), la Supermedia indica: centrodestra al 46,0% (-1,2), centrosinistra al 30,4% (+0,3), M5S all’11,8% (-0,2), Terzo Polo al 5,7% (+0,2), altri al 6,1% (+0,8).
Sul referendum costituzionale, infine, la Supermedia vede il Sì al 51,2% (-1,7) e il No al 48,8% (+1,7).
Le variazioni tra parentesi si riferiscono al confronto con la Supermedia di due settimane fa (12 febbraio 2025) e, per il referendum, con quella di una settimana fa (19 febbraio 2026).
