Fine vita, Zanella (Avs): "Ripresento alla Camera la proposta Zaia, c'è disperato bisogno della norma"

Fine vita, Zanella (Avs): "Chi ne fa le spese sono i malati, le loro famiglie e il personale delle strutture sanitarie a cui è affidata questa delicata mansione, spesso abbandonato a se stesso".

Fine vita, Zanella (Avs): "Ripresento alla Camera la proposta Zaia, c'è disperato bisogno della norma"
Luana Zanella
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19 Gennaio 2024 - 15.08


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Anche Avs interviene sulla questione del fine vita, la capogruppo Luana Zanella ha annunciato di aver presentato a Montecitorio la stessa proposta bocciata in Veneto. «Ho ripresentato alla Camera la proposta di legge Zaia, nata dalla raccolta di firme dell’Associazione Luca Coscioni, bocciata dal Consiglio regionale del Veneto».

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«L’iniziativa legislativa del Veneto si proponeva di definire tempi e procedure per l’assistenza sanitaria che va assicurata alle persone che possono accedere alla morte medicalmente assistita, secondo la sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019 sul caso Dj Fabo-Cappato. Di questa norma c’è un disperato bisogno. Infatti, in assenza di una legge, si può fare richiesta di accesso grazie alla sentenza, ma ogni Regione procede senza regole. Chi ne fa le spese sono i malati, le loro famiglie e il personale delle strutture sanitarie a cui è affidata questa delicata mansione, spesso abbandonato a se stesso».

«La norma fortemente voluta dal presidente Zaia, ma bocciata dal Consiglio regionale, non introduce nulla di nuovo – precisa Zanella – mette solo ordine e assicura la presenza dello Stato. L’area liberal della destra in Parlamento, se davvero esiste, batta un colpo», chiede.

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«Quello che si voleva fare per il Veneto si può prevedere per tutte le regioni dando così certezze e il possibile conforto a chi si avvicina ai momenti finali della propria vita. Oltre alle condizioni d’accesso all’assistenza sanitaria, già stabile dalla Consulta, la proposta sostanzialmente prevede che le aziende sanitarie istituiscano una Commissione medica multidisciplinare permanente che entro 20 giorni valuti le condizioni della persona e i presupposti per il suo accesso alla morte medicalmente assistita, dettando i modi della sua realizzazione. E’ una proposta per non rendere disumano un momento cruciale della vita di donne e uomini sofferenti e senza speranza».

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