Patto di stabilità, Tinagli (Pd): "Il testo è inaccettabile, faremo di tutto per modificarlo"

Patto di stabilità, Irene Tinagli: «Il nostro obiettivo come Parlamento è modificare il testo, inaccettabile, del Patto di Stabilità, approvato dal Consiglio a fine dicembre».

Patto di stabilità, Tinagli (Pd): "Il testo è inaccettabile, faremo di tutto per modificarlo"
Irene Tinagli
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18 Gennaio 2024 - 09.47


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Irene Tinagli, eurodeputata del Pd e presidente della commissione Affari economici e monetari del Parlamento Ue, in un’intervista a Il Messaggero è tornata sulla riforma del Patto di stabilità concordata dal governo Meloni. «Il nostro obiettivo come Parlamento è modificare il testo, inaccettabile, del Patto di Stabilità, approvato dal Consiglio a fine dicembre. L’idea è avvicinarci alla proposta originaria della Commissione e togliere gli eccessivi vincoli introdotti nel frattempo dai governi».

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Il negoziato secondo l’europarlamentare dem sarà «faticoso: quando il Consiglio impiega tanto tempo a trovare un accordo al suo interno, poi si confronta con il Parlamento con un atteggiamento di grande chiusura. Ma noi siamo l’unica istituzione Ue eletta direttamente dai cittadini e non intendiamo indietreggiare o accettare passivamente il loro testo».

I punti su cui insistere sono prima di tutto «un maggiore spazio per gli investimenti pubblici, dalla transizione ecologica al co-finanziamento dei progetti europei, ma pure più attenzione alla spesa sociale e alle ricadute dei piani di rientro del debito sulle vite dei cittadini, fino all’eliminazione delle salvaguardie ulteriori sul deficit. Siamo contrari all’introduzione di un target quantitativo che obbligherebbe anno per anno a realizzare delle politiche restrittive incompatibili con la logica di investimenti di lungo periodo».

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«Siamo contrari a mettere vincoli a chi vuole investire sulle priorità comuni Ue. Tra i cosiddetti `fattori rilevanti´ di cui si tiene conto per escludere l’apertura di una procedura per deficit eccessivo non vogliamo limitarci alla sola difesa, ma inserire tutte quelle spese strategiche che vanno dall’industria alla salute . E’ ciò che il governo italiano avrebbe dovuto negoziare al Consiglio, e che non ha fatto».

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