Delrio (Pd) apre al M5s ma avverte: "Dobbiamo collaborare, non competere"

Delrio (Pd) sul dialogo con il M5s. "Per dare risposte ai cittadini bisogna cooperare, non competere. Poi ciascuno proverà a convincere gli elettori sulle proprie peculiarità". 

Delrio (Pd) apre al M5s ma avverte: "Dobbiamo collaborare, non competere"
Graziano Delrio
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13 Novembre 2023 - 10.49


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Graziano Delrio, ex ministro ed esponente del Pd, intervistato da La Repubblica ha parlato del dialogo aperto con il M5s, una possibile alleanza futura che però ha davanti a sé diversi ostacoli da superare. A livello ideologico e non solo.

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«Le convergenze fra partiti vanno realizzate su delle visioni. Ho sempre detto, anche alla segretaria, che stare all’opposizione è un’occasione perché ti consente di fare pensieri lunghi, non dettati dall’emergenza quotidiana. Io penso che da Azione a Fratoianni incluso Conte, siano tutti animati da uno spirito fortemente europeista, tutti crediamo che l’aumento della sovranità europea significhi aumento della sovranità italiana. Al contrario della destra per cui la strada è il nazionalismo. Per dare risposte ai cittadini bisogna cooperare, non competere. Poi ciascuno proverà a convincere gli elettori sulle proprie peculiarità». 

«Nessuno chiede a Conte di sottomettersi al Pd, il Pd non ha tentazioni egemoniche. La competizione si fa nel convincere delusi e astenuti, non tra di noi per rubarci elettori. Quindi, come si è fatto sul salario minimo, bisogna avere la pazienza e la tenacia e Schlein ne ha dimostrata tanta di mettersi a sedere e trovare un’intesa. Se Conte intende la politica come servizio dovrebbe capire che non esiste un’alternativa alla destra senza la disponibilità a ragionare di proposte comuni».

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«Da dove si comincia? Dai temi concreti. Per esempio le pensioni, su cui il governo ha fatto un colossale disastro: lo stop a Opzione donna, il pasticcio sulle quote, l’abolizione di diritti acquisiti di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, di medici. Un mattone potrebbe essere restituire certezze nei trattamenti previdenziali, per chi ha lavorato, per le donne che hanno buchi contributivi».

«Bisogna avanzare proposte organiche, credibili e serie di riforma del sistema. Sul fisco come sull’immigrazione. Costruendole non dentro le stanze del partito, ma chiamando a raccolta associazioni, imprenditori, sindacati, terzo settore. L’obiettivo è creare un’Italia più giusta. Perché da questa finanziaria viene fuori un Paese più iniquo verso dipendenti e pensionati, ma pure verso gli imprenditori perché in legge di Bilancio non c’è una strategia di innovazione e sviluppo. E non lo dico io, ma l’Fmi per il quale dentro la manovra non ci sono riforme favorevoli alla crescita».

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