Boschi (Iv): "Non faremo la guerra a Giorgia Meloni, disponibili alle riforme costituzionali"

Maria Elena Boschi (Iv) apre al governo Meloni: «Noi siamo disponibili sulle riforme costituzionali perché siamo persone serie e non faremo alla destra quello che la destra ha fatto a noi nel 2016».

Boschi (Iv): "Non faremo la guerra a Giorgia Meloni, disponibili alle riforme costituzionali"
Maria Elena Boschi
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8 Maggio 2023 - 10.25


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Italia Viva strizza l’occhio al governo Meloni, mentre continua a picconare il nuovo Pd di Elly Schlein. L’esponente renziana Maria Elena Boschi, in un’intervista a Libero, ha espresso l’apertura del partito verso le riforme costituzionali proposte dalla destra.

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«Noi siamo disponibili sulle riforme costituzionali perché siamo persone serie e non faremo alla destra quello che la destra ha fatto a noi nel 2016: su quasi tutte le modifiche erano d’accordo ma decisero di votare contro solo per mandare a casa Renzi. Noi non vogliamo usare le riforme per fare la guerra alla premier. Direi che questo è già un segno di grandissima responsabilità. Sul resto rimaniamo all’opposizione».

«Penso che sia più saggia l’elezione diretta del premier, il modello del sindaco d’Italia. Penso che la destra arriverà a proporci questo». Un premier che dovrebbe avere il potere di «nominare e rimuovere i ministri. Essere il vero capo del Governo e non un primus inter pares. Occorre avere un sistema di pesi e contrappesi, certo. La verità è che noi abbiamo una Costituzione figlia della Resistenza contro il fascismo e questo per me è bellissimo. Tuttavia la paura di un governo solido, ottanta anni dopo la notte del Gran Consiglio e la fine del governo del Duce, è vagamente anacronistica. Non ho paura di un Governo che decide, ma di un Governo che rinvia, che perde tempo. Poi se il Governo non funziona, alle elezioni successive si manda a casa».

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Quanto al ruolo degli altri partiti di opposizione «in questo Paese esiste il diritto di voto – che purtroppo ha premiato Meloni ma che va rispettato da tutti – ma non esiste il diritto di veto, nemmeno per Schlein o Conte».

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