Scarpinato (M5s) contro il governo: "Il nuovo codice degli appalti? Legalizzano Tangentopoli"

Roberto Scarpinato, ex magistrato e oggi senatore del M5s, ha parlato del nuovo codice degli appalti del governo Meloni: .«E’ una sorta di legalizzazione di Tangentopoli».

Scarpinato (M5s) contro il governo: "Il nuovo codice degli appalti? Legalizzano Tangentopoli"
Roberto Scarpinato
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31 Marzo 2023 - 10.05


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Il nuovo codice degli appalti varato dal governo Meloni ha raccolto critiche da più parti, dalle opposizioni alle parti sociali fino ad arrivare all’Anac, l’ente anticorruzione. In un’intervista a Il Fatto Quotodiano, l’ex magistrato Roberto Scarpinato, oggi senatore del M5s, ha parlato della questione.

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«E’ una sorta di legalizzazione di Tangentopoli. Questo codice ha abolito tutte le regole che servivano a evitare abusi e ha fatto saltare tutti i controlli amministrativi. Sono già stati criticati l’affidamento diretto fino a 150 mila euro, procedure negoziate senza bando fino a 5 milioni di euro, piccoli Comuni che possono fare affidamenti diretti fino a 500 mila euro nonostante non abbiamo le competenze amministrative necessarie, subappalti a cascata, liberalizzazione dell’appalto integrato».

«Non soltanto hanno fatto saltare tutti i controlli amministrativi, ma anche i controlli penali e quelli contabili. Dobbiamo ricordare che dal 2020 è stato abolito il controllo di legalità della magistratura penale su tutti gli atti amministrativi aventi carattere discrezionale». 

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Inoltre si è eliminata «anche la responsabilità contabile degli amministratori. Lo ha stabilito il decreto Conte-2 durante la stagione della pandemia, per accelerare le procedure di spesa. Ma allora si era previsto che fosse una misura a tempo. Invece Mario Draghi l’ha prorogato fino al giugno 2024 ed ecco che ora c’è un emendamento del centrodestra, che riguarda il decreto del Pnrr ma che dovrebbe estendersi a tutte le procedure d’appalto, che vuole portare questo scudo erariale fino al 2025». 

Questo centrodestra «non vuole fare una seria legge sul conflitto di interessi, non abbiamo una legge sulle lobby e, dopo avere lobotomizzato l’abuso d’ufficio, vogliono anche lobotomizzare il reato di traffico di influenze illecite, nonostante ci sia stato imposto dall’Europa».

 Insomma, «diamo via libera all’azione occulta delle lobby per influire nei procedimenti di affidamento di appalti. Ci sono tutti i presupposti per la creazione di un sistema criminogeno che accende il semaforo verde affinché il denaro pubblico finisca nel buco nero della corruzione e anche del sistema clientelare». 

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