Montaruli (Fdi) sconta la condanna per peculato nella Vigilanza Rai

Augusta Montaruli, la ex sottosegretaria all'Università che a febbraio ha dato le proprie dimissioni a seguito della condanna definitiva per l'inchiesta "Rimborsopoli" della Regione Piemonte ora fa parte della vigilanza

Montaruli (Fdi) sconta la condanna per peculato nella Vigilanza Rai
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14 Marzo 2023 - 18.44


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Giorgia Meloni, ancora alla vigilia delle elezioni, si diceva contraria all’eccessivo ‘permissivismo’ del sistema giudiziario dicendo che le condanne dovevano essere scontate fino in fondo. Ma nel frattempo la condannata Monratuli sta scontando la pena alla bouvette di Montecitorio e perfino nella commissione di Vigilanza Rai è stata istituita con la pubblicazione dei deputati e dei senatori che la compongono.

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Spunta il nome di Augusta Montaruli, la ex sottosegretaria all’Università che a febbraio ha dato le proprie dimissioni a seguito della condanna definitiva per l’inchiesta “Rimborsopoli” della Regione Piemonte. La commissione è stata subito convocata per martedì 21 marzo.

I deputati membri della commissione di vigilanza Rai

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 Faranno parte della commissione bicamerale i deputati Ouidad Bakkali (Pd), Ingrid Bisa (Lega), Maria Elena Boschi (Az-Iv), Angelo Bonelli (Avs), Stefano Candiani (Lega), Gianluca Caramanna (FdI), Dario Carotenuto (M5s), Rita Dalla Chiesa (FI), Francesco Filini (FdI), Stefano Graziano (Pd), Sara Kelany (FdI), Maurizio Lupi (Noi moderati-Maie), Elena Maccanti (Lega), Augusta Montaruli (FdI), Anna Laura Orrico (M5s), Andrea Orsini (FI), Vinicio Peluffo (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luca Sbardella (FdI), Dieter Steger (Misto-minoranze linguistiche) e Nicola Zingaretti (Pd). 

I senatori componenti della commissione di vigilanza Rai

 I senatori saranno invece: Giorgio Maria Bergesio (Lega), Giovanni Berrino (FdI), Dolores Bevilacqua (M5s), Michaela Biancofiore (Noi moderati-Maie), Giuseppe De Cristofaro (Avs), Barbara Floridia (M5s), Annamaria Furlan (Pd), Maurizio Gasparri (FI), Mariastella Gelmini (Az-Iv), Marco Lisei (FdI), Paolo Marcheschi (FdI), Ester Mieli (FdI), Clotilde Minasi (Lega), Elena Murelli (Lega), Dafne Musolino (Autonomie), Gaetano Nastri (FdI), Antonio Nicita (Pd), Roberto Rosso (FI), Giovanni Satta (FdI), Raffaele Speranzon (FdI) e Francesco Verducci (Pd).

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Vigilanza Rai, composizione in base ai partiti

 Nella suddivisione dei partiti contiamo 12 membri in quota Fratelli d’Italia, 6 della Lega, 4 di Forza Italia, 2 di Noi Moderati, 2 di Azione-Italia Viva, 7 del Partito Democratico, 5 del Movimento 5 Stelle, 2 di Alleanza Verdi Sinistra e uno per il gruppo Misto. E per quanto riguarda la presidenza, che spetta all’opposizione e che secondo gli accordi tra le forze politiche dovrebbe andare a M5s, il nome in pole sarebbe quello del deputato Riccardo Ricciardi. Secondo i ruomors alla vicepresidenza dovrebbe andare un esponente di Fratelli d’Italia. Lo sblocco della partita della Vigilanza dovrebbe, tra l’altro, portarsi dietro anche altre caselle alle presidenze di altre commissioni bicamerali. 

Cosa fa la commissione di vigilanza tv

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 La Commissione di Vigilanza Rai è un organo parlamentare italiano che ha il compito di monitorare e controllare l’attività della Rai, l’emittente televisiva pubblica italiana. Tra i suoi compiti ci sono la supervisione dell’attuazione del servizio pubblico radiotelevisivo, la valutazione dell’operato degli organi di amministrazione e direzione dell’azienda e la garanzia dell’indipendenza e dell’imparzialità dell’informazione diffusa.

La nomina del presidente Rai e del cda

 Inoltre, la Commissione di Vigilanza Rai è responsabile della nomina del Presidente della Rai e dei membri del Consiglio di amministrazione dell’azienda. È composta da membri del Parlamento, sia della Camera dei Deputati che del Senato, eletti dai rispettivi organi, ed è presieduta da un membro della minoranza parlamentare.

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In che anno e perché è stata istituita la commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi televisivi?

 La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi è stata istituita con la legge n. 103 del 14 aprile 1975, in seguito alle sollecitazioni della Corte Costituzionale che nel 1974, ribadendo le stesse decisioni del 1960, si era espressa a favore di un monopolio pubblico televisivo piuttosto che di un monopolio privato, in cui la libertà di tutti avrebbe potuto facilmente fare posto al profitto di pochi. La Commissione di vigilanza esercita i suoi poteri secondo i principi e le finalità stabiliti dalla legge 14 aprile 1975, n. 103, che prevede la tutela dell’informazione e la libertà di manifestazione del pensiero, l’imparzialità e la correttezza dell’informazione, il rispetto della dignità umana e dei principi costituzionali.

Quali sono le funzioni delle commissioni parlamentari?

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  Le commissioni parlamentari sono organi essenziali nel funzionamento quotidiano delle Camere dei parlamenti e svolgono i lavori funzionali alla procedura legislativa e preparano le sessioni nelle assemblee plenarie. Esse sono composte da deputati e senatori, i quali sono chiamati a svolgere funzioni di controllo e indirizzo rispetto all’azione del governo e dell’amministrazione pubblica. Le funzioni delle commissioni parlamentari sono varie. In particolare, le commissioni permanenti svolgono il compito di esaminare le proposte di legge e di presentare eventuali emendamenti, i quali possono essere poi votati dall’assemblea per l’approvazione del testo definitivo. Oltre alla funzione di indirizzo normativo, le commissioni possono svolgere funzioni di controllo e di valutazione sugli atti e le attività del governo e dell’amministrazione pubblica, al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, di efficienza e di efficacia. In Italia, le commissioni parlamentari sono organizzate in base alle materie di competenza e sono suddivise in dieci commissioni permanenti, ciascuna delle quali è specializzata in un determinato settore tematico. Le commissioni in sede referente hanno il compito di preparare i documenti che poi saranno trasmessi in assemblea per il voto che si svolge prima sui caratteri generali della proposta, poi sui singoli articoli ed infine sull’intero testo. 

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