Strage di Cutro, Meloni "affonda" Frontex. Ma lo scaricabarile non funziona

A Giorgia Meloni va riconosciuta, e non da oggi, una grande abilità dialettica. Ma la sua abilità non arriva fino al punto di cancellare la realtà delle cose. Come per la strage di Cutro. 

Strage di Cutro, Meloni "affonda" Frontex. Ma lo scaricabarile non funziona
Giorgia Meloni
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

4 Marzo 2023 - 17.42


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A Giorgia Meloni va riconosciuta, e non da oggi, una grande abilità dialettica. Sa essere efficace nelle sue uscite televisive, si difende attaccando e il più delle volte riesce ad avere la meglio sui suoi avversari. Ma la sua abilità non arriva fino al punto di cancellare la realtà delle cose. Come per la strage di Cutro. 

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Scaricabarile

La presidente del Consiglio respinge le accuse rivolte al governo di non aver fatto abbastanza per salvare i migranti morti nel naufragio a largo di Cutro, sottolinea che non è arrivata alcuna segnalazione da Frontex, punta a riunire il prossimo consiglio dei ministri, dedicato al tema dell’immigrazione, proprio a Cutro, e liquida la richiesta di dimissioni avanzata dalle opposizioni nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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“Io – ha detto la premier in un punto stampa da Abu Dhabi – sono rimasta un po’ colpita da ricostruzioni letto in questi giorni su queste materia. Fermo restando che quello che sappiamo noi è quello che avete sentito dal sottosegretario Mantovano: queste persone non erano nella condizione di essere salvate da qualcuno che non ha voluto salvarle, come purtroppo mi pare qualcuno ha voluto raccontare. Ora io mi chiedo qualcuno se in questa nazione ci sia davvero qualcuno che in coscienza ritiene che il governo volutamente abbia fatto morire oltre 60 persone tra cui qualche bambino. Cioè vi chiedo, ma guardandovi negli occhi, se qualcuno di voi pensa che il governo potesse salvare 60 persone tra cui un bambino di tre anni il cui cadavere noi scopriamo oggi e non lo ha fatto! Vi prego, cerchiamo di essere un minimo seri. La questione è semplice, nella sua tragicità: non è arrivato alle nostre autorità nessuna comunicazione di emergenza da Frontex, noi non siamo stati avvertiti del fatto che questa imbarcazione rischiava il naufragio. La rotta non è coperta dalle Ong e quindi nulla con questa vicenda hanno a che fare i provvedimenti del governo sulle Ong. Vi segnalo, e credo mi dobbiate essere testimoni, del fatto che nonostante noi continuiamo a lavorare per fermare i flussi di immigrazione illegale anche per impedire che la gente muoia, noi abbiam dall’inizio di questo governo continuato a salvare tutte le persone che potevamo salvare quando siamo stati consapevoli del fatto che erano a rischio: questa è la storia, se qualcuno ne vuole raccontare un’altra lo deve fare in coscienza, perché davvero non credo che ci siano materie sulle quali si può esagerare così nel tentativo di criticar o colpire quello che evidentemente si considera un proprio avversario. Noi abbiamo fatto dall’inizio della nostra esperienza di governo e continuiamo a fare tutto quello che possiamo fatto per impedire che il lavoro degli scafisti continui a mettere a repentaglio vite umane siamo un minimo seri”, ha detto Meloni. Ai giornalisti che le domandavano se abbia valutato di andare a Cutro, Meloni, che ha ricordato che il Governo ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono stati presenti, ha aggiunto: “Guardi io ho valutato qualcosa di più e cioè di celebrare il prossimo Cdm a Cutro sull’immigrazione”.

Quanto a Piantedosi “l’opposizione chiede le dimissioni ogni giorno di un ministro diverso. Non fa più notizia”, taglia corto la premier. 

“Io stamattina qui con Mohamed bin Zayed ho parlato di immigrazione”, ha detto ancora Meloni da Abu Dhabi, “di come favorire flussi legali impedendo flussi illegali, di come fermare una  tratta vergognosa e cinica che mette a repentaglio la vita delle persone e credo che non sia passato un solo giorno nel quale non mi sono occupata di questa materia. Questo non mi ha impedito e non ci ha impedito di fare tutto quello che potevamo fare a condizioni date per salvare vite umane quando eravamo consapevoli che c’era un problema, in questo caso non siamo stati consapevoli perché non siamo stati avvertiti: voi – ha proseguito Meloni rivolta ai giornalisti – avete tutte le evidenze per avere evidenza di questo fatto e se qualcuno sa qualcosa di diverso è bene che ce lo dica perché ovviamente ognuno prende i provvedimenti che deve prendere, però, ripeto, se vogliamo parlare seriamente di materie che sono serie, qui parliamo della vita e della morte della gente, quelle materie non si affrontano come io sto leggendo che qualcuno le affronta in questi giorni”.

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Frontex sbugiarda il Governo securista

Meloni accusa Frontex. L’agenzia che, come riportato da Globalist nel gennaio scorso, ha sbugiardato il Governo. Secondo i calcoli preliminari, nel 2022 sono stati rilevati circa 330.000 attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue. Si tratta del numero più alto dal 2016 e di un aumento del 64% rispetto all’anno precedente. E’ quanto rende noto l’ultimo report di Frontex Dopo il minimo indotto dalla pandemia nel 2020, questo è stato il secondo anno consecutivo con un forte aumento del numero di ingressi irregolari. La rotta dei Balcani occidentali ha rappresentato quasi la metà del totale. Siriani, afghani e tunisini hanno rappresentato insieme il 47% dei rilevamenti nel 2022.  Il numero di siriani è quasi raddoppiato, raggiungendo le 94.000 unità, si legge nel report. Il numero di rilevamenti nel Mediterraneo centrale, rispetto al 2021, è aumentato di oltre la metà, superando di gran lunga i 100.000 rilevamenti. “Egiziani, tunisini e bangladesi sono state le prime tre nazionalità in un anno che ha visto il maggior numero di arrivi in questa regione dalla Libia dal 2017 e il maggior numero di arrivi dalla Tunisia nella storia recente”, spiega l’agenzia europea. 

Ma quale “invasione”…

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Dati che vanno letti con grande accuratezza per poter poi trarre le giuste, perché fondate, conclusioni. E’ quello che fa su Wired.it Kevin Carboni. Annota Carboni: “Nonostante gli ingressi di migranti irregolari nel 2022 siano aumentati rispetto agli anni precedenti, i dati di Frontex, l’agenzia comunitaria che sorveglia le frontiere, mostrano come qualsiasi allarme “invasione”” propinato dai politici sia totalmente infondato e venga smentito da numeri estremamente bassi. Inoltre, anche l’idea secondo cui il maggior numero di migranti diretti in Europa arrivi in Italia,  attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, viene smentita dai fatti, che indicano invece la rotta dei Balcani occidentali come quella più battuta.

I flussi sono diminuiti

Secondo i dati preliminari dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Frontex, nel 2022 sono stati rilevati circa 330mila attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea. Si tratta del numero più alto tra il 2017 a oggi, ma inferiore ai 500mila registrati nel 2016 e drasticamente più basso rispetto al record di quasi 2 milioni di ingressi irregolari registrati nel 2015, a causa della guerra civile tra il governo della Siria e gli integralisti islamici dell’Isis e di al-Qaeda.

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Il nuovo picco è quindi in realtà parecchio più basso rispetto ai momenti di vera crisi migratoria e sembra alto solo rispetto ai livelli di ingressi irregolari registrati tra il 2017 e il 2021, che sono stati pochissimi e pari a circa 150mila ogni anno. Inoltre, come sottolinea Frontex, i dati forniti contano gli attraversamenti delle frontiere e non il numero esatto di migranti. Questo significa che il numero di persone entrate in Europa è in realtà più basso, perché la stessa persona può aver passato il confine più di una volta. Mentre non sono stati considerati i circa 13 milioni di profughi causati dall’invasione russa dell’Ucraina, perché entrati in maniera regolare. Insomma, nonostante i 300mila ingressi irregolari l’Unione europea non sta affrontando una crisi migratoria o un’invasione, termine allarmista e scorretto usato dalle destre europee a fini propagandistici. Al contrario, se paragonati all’intera popolazione europea, pari a 447 milioni di persone, i migranti arrivati quest’anno sono appena lo 0,07% del totale e, calcolando in eccesso, tutti i migranti arrivati dal 2017 a oggi sono appena lo 0,22% del totale

Migranti, il caso Frontex. 

Un passo indietro nel tempo. Siamo nel 2022. Frontex non utilizza il suo meccanismo interno di monitoraggio e segnalazione per indagare su potenziali violazioni dei diritti fondamentali o degli obblighi di protezione internazionale. E’ l’accusa mossa da 7 Ong che operano a Samos, in Grecia, tra le quali “Still I Rise” che chiedono la sospensione delle operazioni dell’Agenzia della guardia di frontiera e costiera Ue nell’area.

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A luglio, attraverso una richiesta di Accesso Civico Generalizzato (Foi), il gruppo delle Ong ha ottenuto i rapporti sugli incidenti gravi (Sir) compilati da Frontex dal 2016nell’area operativa di Samos, rilevando che l’ultimo evento registrato risale all’ottobre 2019, per la precisione “1.0181 giorni fa”. “Eppure – evidenzia la coordinatrice di Advocacy per l’Egeo di Europe Must Act -, noi abbiamo identificato almeno 34 incidenti, tra cui violenti respingimenti e incendi nella struttura di accoglienza, che chiaramente rientrano” nella categoria di ‘incidenti gravi’.

Le organizzazioni firmatarie chiedono che il gruppo di lavoro sul controllo di Frontex della commissione per le Libertà civili (Libe) del Parlamento europeo indaghi su un elenco di eventi che potrebbero essere considerati Sir, secondo la definizione della stessa Frontex, e che venga presentata una richiesta ufficiale per far scattare l’articolo 46 che prevede l’interruzione di qualsiasi attività dell’Agenzia se in un’area si verificano “violazioni dei diritti fondamentali di natura grave e che potrebbero persistere”. 

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