Donzelli, Letta contro Meloni: "Difende l'indifendibile e non parla da premier"

Il segretario del Pd, Enrico Letta, e le capogruppo dem replicano alle parole di Giorgia Meloni non ha vuole far dimettere né Delmastro e né Donzelli

Donzelli, Letta contro Meloni: "Difende l'indifendibile e non parla da premier"
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4 Febbraio 2023 - 17.53


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Che ci si poteva aspettare dall’esponente di un partito che ha la stessa sensibilità istituzionale di Trump o Bolsonaro, ossia di due fascisti che insultavano gli avversari politici e mettevano la responsabilità istituzionale sotto i tacchi? E che ci si poteva aspettare da una che quando si è trattato di commentare l’assalto fascista al parlamento brasiliano non ha detto una sola parola di condanna verso Bolsonaro né tantomeno una di solidarietà verso Lula ma limitandosi a una generica presa di distanza?

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«Dopo giorni di attesa sono arrivate le parole dell’onorevole Giorgia Meloni. Pensavamo che fossero le parole di un Presidente del Consiglio preoccupato di comporre l’unità e la coesione del paese in un momento di forte tensione. Abbiamo, purtroppo, letto le parole di un capo partito che difende i suoi oltre l’indifendibile e, per farlo, rilancia polemiche strumentali e livorose contro l’opposizione. Una lettera che riattizza il fuoco invece di spegnerlo».

 Così in una nota il segretario del Pd, Enrico Letta, e le capogruppo dem che parlano anche di parole «diffamanti» da parte di Fdi

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 «Riteniamo davvero molto grave che la Presidente del Consiglio non consideri la diffusione di documenti dichiarati dal Dap non divulgabili come una ragione per le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Delmastro. E riteniamo altrettanto grave che non senta il dovere di prendere le distanze dall’uso diffamatorio verso il Partito democratico che il coordinatore del suo partito, nonché vice presidente del Copasir, Donzelli, ha fatto di quelle notizie riservate». 

Hanno poi aggiunto il segretario del Pd, Enrico Letta, e le capogruppo dem Malpezzi e Serracchiani. 

«Le affermazioni della Presidente Meloni sulla necessità di comportamenti responsabili – si insiste nella nota – ci inducono a ricordarle che il Pd ha nel suo dna la tutela della libertà, della democrazia, delle istituzioni repubblicane, dello Stato di diritto ed è e sarà sempre un costruttore di unità e coesione nazionale. Su questo terreno, Presidente, Meloni ci troverà sempre tutti uniti. Non è pertanto a noi che l’appello va rivolto ma a Fdi, di cui lei è leader e presidente, che ha infranto con accuse diffamanti e calunniose questa unità politica proprio in uno dei momenti parlamentari più importanti, il voto per l’istituzione della Commissione Antimafia. Ricordi che a parlare per noi sono la nostra storia, la linearità dei nostri comportamenti e i tanti caduti del nostro campo, vittime della nostra intransigenza nei confronti del terrorismo. La stessa fermezza che teniamo oggi verso tentativi di sovvertimento dell’ordine costituito che non ci vedono e non ci vedranno mai ambigui».

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