La paurosa scuola di Valditara: "Stipendi dei prof differenziati in base alla regione, grazie ai privati"

La folle idea di Valditara: "La scuola pubblica ha bisogno di nuove forme di finanziamento, anche per coprire gli stipendi dei prof che potrebbero subire una differenziazione regionale. E per trovarle, si potrebbe aprire ai finanziamenti privati". 

La paurosa scuola di Valditara: "Stipendi dei prof differenziati in base alla regione, grazie ai privati"
Giuseppe Valditara
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26 Gennaio 2023 - 09.39


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Il governo Meloni ha un’idea di Paese terrificante, una visione classista o di “merito” come hanno furbescamente deciso di chiamare l’ex ministero della Pubblica Istruzione. E proprio sulla scuola si dovrebbero concentrare le maggiori critiche all’esecutivo di destra, con il ministro Valditara che non perde occasione per mostrare i propri retrogradi progetti.

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La scuola pubblica ha bisogno di nuove forme di finanziamento, anche per coprire gli stipendi dei prof che potrebbero subire una differenziazione regionale. E per trovarle, si potrebbe aprire ai finanziamenti privati. 

Bisogna «trovare nuove strade, anche sperimentali, di sinergia tra il sistema produttivo, la società civile e la scuola, per finanziare l’istruzione, oltre allo sforzo del governo» ha spiegato.

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Per evitare il rischio di trovare molte aziende disposte a finanziare gli istituti solo in alcuni territori, creando disparità insanabili per la scuola pubblica, secondo il ministro la soluzione è «la creazione di un fondo perequativo centralizzato e ministeriale che ci consenta, con i fondi attratti per un liceo di Brescia, di finanziarne anche uno a Palermo o un istituto professionale a Caserta». 

Secondo Valditara «dobbiamo avere il coraggio di togliere istruzione e ricerca dai vincoli di Maastricht». Inoltre «chi vive e lavora in una regione d’Italia in cui più alto è il costo della vita potrebbe guadagnare di più». Comunque anche con l’autonomia differenziata «non credo che il contratto nazionale verrà toccato».

Gli insegnanti «devono essere in numero sufficiente, avere una preparazione adeguata e garantire la continuità educativa. Lanceremo un importante reclutamento – sottolinea -. Abbiamo già incontrato i sindacati. È questione di settimane». Nel futuro dell’istruzione secondo Valditara c’è spazio pure per l’intelligenza artificiale, di cui «non bisogna aver paura, basta governarla, altrimenti diventa un rischio. I docenti però – rassicura – non saranno sostituiti dai robot»

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