Moretti (Pd): "Petizione per anticipare il congresso a gennaio, non possiamo aspettare marzo"

Alessandra Moretti (Pd): "Non esiste che la nuova leadership si manifesti a marzo. Abbiamo proposto una petizione che ha già raccolto in pochi giorni più di 700 firme".

Moretti (Pd): "Petizione per anticipare il congresso a gennaio, non possiamo aspettare marzo"
Alessandra Moretti
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14 Novembre 2022 - 11.08


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Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd, in un’intervista a La7 ha annunciato che insieme ad altre donne del partito ha lanciato una petizione per anticipare di qualche mese il congresso costituente che dovrà cambiare i vertici democratici.

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“Abbiamo deciso con un gruppo di donne di suonare la sveglia al Pd in un momento in cui ci dovrebbe essere un’opposizione forte a questo governo: non esiste che la nuova leadership si manifesti a marzo. Abbiamo proposto una petizione che ha già raccolto in pochi giorni più di 700 firme”.

“Sabato ci sarà l’assemblea, tra l’altro da remoto e non si capisce perché. In quella sede porteremo ufficialmente la richiesta di anticipare il congresso a gennaio, con le firme raccolte. Il Pd deve tornare a fare il Pd senza essere stretto in una tenaglia tra M5S e Terzo Polo. Ancora una volta sono le donne ad essere le più pragmatiche :non ci dobbiamo perdere in discussioni eterne, ma ritrovare subito una linea. Non mi candido ma lavoro in prima persona affinché il partito democratico torni ad essere forte e fiero della sua storia e sicuro delle sue potenzialità”.

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“Il 41% dei nostri laureati esce dall’Italia: ormai la popolazione italiana residente all’estero ha superato gli stranieri che vivono qui. Questa è un’emergenza vera, non qualche centinaia di migranti che sono trattenuti a largo per pura propaganda. Tutto ciò mentre manca forza lavoro: dovremmo ascoltare il grido degli imprenditori che dicono che non ci sono più italiani disponibili a lavorare in certi settori come l’agricoltura o la manifattura. Bisogna cambiare il trattato di Dublino in Europa e tutti gli Stati devono organizzare l’accoglienza per coordinare flussi in entrata e corridoi umanitari, la destra che siede in parlamento europeo si decida a votare con noi la modifica dei trattati: ad oggi hanno sempre detto di no”.

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