4 Novembre, Mattarella all'Altare della Patria: "Abituati alla pace, ma ora in Europa si muore"

Sergio Mattarella ha partecipato alle celebrazioni del 4 novembre, Giornata delle Forze Armate. "Un giorno che richiama le tante vite spezzate durante gli aspri combattimenti della Prima Guerra Mondiale".

4 Novembre, Mattarella all'Altare della Patria: "Abituati alla pace, ma ora in Europa si muore"
Sergio Mattarella presso il monumento al Milite Ignoto
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4 Novembre 2022 - 14.56


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Il 4 novembre è la Giornata delle Forze Armate e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato a deporre una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria. Alle celebrazioni, anche i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il Capo dello Stato è stato accolto da un picchetto interforze composto da Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri.

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Sergio Mattarella, nella giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, parla della situazione internazionale spiegando che “ci siamo abituati alla pace” grazie al fatto che “l’Europa unita è stata per 70 l’antidoto più forte a egoismi e nazionalismi.” E se diverse generazioni sono “nate e cresciute in un Continente che sembrava aver cancellato non soltanto la parola guerra ma talvolta persino la sua memoria”, ora quella tragedia è “riapparsa nel nostro Continente con l’aggressione russa all’Ucraina. Dalla fine di febbraio si combatte, si muore nel cuore d’Europa”.

“I media di tutto il mondo rilanciano le immagini terribili di un conflitto che non risparmia le popolazioni civili. Anziani, bambini in fuga dalle bombe. L’incubo di ulteriori scenari che sembravano inimmaginabili fino a poche settimane fa.  Sono passati molti mesi senza che si intraveda uno spiraglio. Eppure la pace continua a gridare la sua urgenza.  Una pace giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e sulla libertà e la libera determinazione del popolo ucraino. Perché non vogliamo e non possiamo abituarci alla guerra”, ha aggiunto il capo dello Stato.

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“La sicurezza e la pace sono beni comuni.  Beni che vanno difesi anche quando può apparire impegnativo o difficile. Non è un caso se tra i primi obiettivi cui si dedicarono i padri fondatori dell’Europa vi fosse la Difesa comune. Alcuni passi sono stati compiuti, ma troppo poco e troppo lentamente. Questo resta un grande obiettivo per il quale l’Italia può dare un importante contributo, sia in sede politica, sia attraverso il patrimonio tecnologico e industriale di cui dispone. Nella convinzione che investire nella Difesa europea significa anche rafforzare l’Alleanza Atlantica nel suo pilastro continentale”, ha affermato Mattarella.

“I punti fermi della nostra bussola restano la vocazione europeista e il solido legame transatlantico. Quanto sta accadendo nella nostra Europa parla alla responsabilità degli uomini delle istituzioni.  Ci dice che la pace si costruisce ogni giorno. Prima di tutto nella coscienza delle nuove generazioni, nel cuore di quel popolo che si sente europeo, accomunato dalla medesima concezione di libertà, di diritti, che ripudia l’idea stessa di guerra. Come dice la nostra Costituzione, che indica anche la via e gli strumenti che rendano concretamente possibile questa scelta”, ha detto ancora il presidente della Repubblica.

“Vorrei formulare un auspicio. Come è noto, il 4 novembre è definito dalla legge 260 del 1949 giorno dell’Unità Nazionale. Il fatto di ricomprendere in questa giornata la Festa delle Forze Armate appartiene alla tradizione e a quel sentimento di omaggio alla memoria che trova grande riscontro nella coscienza delle nostre comunità. Credo che sia necessario, come ho ricordato alcuni mesi addietro al governo, di assumere in legge la definizione completa del 4 novembre come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Lo dobbiamo alla nostra storia”, ha continuato Mattarella.

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Altruismo, coraggio, spirito di sacrificio, amore per la nostra Patria e per la nostra gente: questi valori sono ciò che caratterizza le nostre donne e i nostri uomini che indossano la divisa e che, con il loro impegno e le loro storie, hanno contribuito alla costruzione della nostra unità, a quella che oggi è la Repubblica.  I ragazzi delle trincee della Grande Guerra. E poi le pagine drammatiche del secondo conflitto, la Resistenza dei militari che dissero no al nazifascismo, i martiri di Cefalonia. L’esempio di un ragazzo buono e generoso che diventò eroe per salvare la vita di altri italiani: Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare, di cui il prossimo anno ricorderemo gli ottanta anni dal suo sacrificio.  Sono soltanto alcune tessere del mosaico che in questa giornata vogliamo ricordare”, ha concluso il capo dello Stato.

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