Bettini bacchetta i dinosauri del Pd: "Non facciamoci scegliere da loro il nuovo leader" (anche lui lo è)

Al Partito Democratico, spiega, serve "un tagliando generale", che è il rilancio di un'identità e non "un improvvisato, superficiale e ipocrita gioco su nomi e organigrammi"

Bettini bacchetta i dinosauri del Pd: "Non facciamoci scegliere da loro il nuovo leader" (anche lui lo è)
Goffredo Bettini
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27 Settembre 2022 - 12.00


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Goffredo Bettini è “molto preoccupato” per l’ulteriore spostamento verso destra dell’Italia: “In Europa ci vorranno portare con i paesi illiberali, Polonia e Ungheria; sui diritti tenteranno di tornare indietro; ancora di più sono allarmato riguardo ai problemi sociali e le future condizioni dei cittadini più fragili. La destra spesso maschera dietro sembianze popolaresche un nocciolo che è sempre lo stesso: difesa dei forti e oppressione dei deboli; ossequio alla ricchezza e disprezzo della povertà”.

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Lo storico dirigente dem, intervistato dal Fatto Quotidiano, parla della sconfitta del Pd dicendo che al partito serve “un tagliando generale”, che significa “rilanciare la sua identità”, ma anche “superare il timore di toccare il popolo, di attraversarlo”. L’invito di Bettini però è non lasciarsi andare a “un improvvisato, superficiale e ipocrita gioco su nomi e organigrammi”, ma piuttosto “attivare nuovo pensiero, cultura e competenze. Affermare una autonomia ideale dei democratici”. 

Bettini definisce “codardo” il voler gettare la croce solo su Enrico Letta per la sconfitta elettorale. La strada è tracciata verso il Congresso – che “serve come il pane” – purché “sia sulle strategie e non sulle facce. Non facciamoci scegliere il segretario, o la segretaria, dai gruppi editoriali e dal salotto italiano che, dopo aver ampiamente contribuito alla nostra sconfitta, vorrebbero pure dirci come e con chi superarla”. Difficile non vedere un riferimento alla corsa che da più parti è stata lanciata per Elly Schlein, attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna: a domanda esplicita, Bettini risponde: “I nomi fanno solo confusione”.

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Il futuro ha però, secondo Bettini, un’altra strada tracciata: “Siamo stati precipitori nell’escludere ogni possibile ricucitura” con il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, ma “senza M5S non resta alcuna altra prospettiva politica. Se non l’isolamento, che è stato determinante, in senso negativo, nella battaglia dei collegi uninominali”. Oltretutto “il Pd è principalmente il partito dei ceti medi urbani, civili e progressisti. Conte è più penetrante nel popolo, tra i diseredati. Il rapporto unitario è arricchente per entrambi. Ora occorre ricucire il campo largo per evitare che la destra debordi, per difendere la Costituzione, per non snaturare la Repubblica. E per ricostruire, con umiltà, le condizioni di una nostra rivincita”.

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