Giuseppe Conte chiude attaccando Draghi: "Pace o condizionatore? Adesso dobbiamo spegnare il riscaldamento..."

Conte :"Questa guerra con quale via d'uscita la affrontiamo? Vogliamo un negoziato di pace o no? Il governo dei migliori ci ha detto o pace o condizionatori ma la pace è scomparsa dai radar e ora dobbiamo spegnere il riscaldamento. Che gran successo".

Giuseppe Conte chiude attaccando Draghi: "Pace o condizionatore? Adesso dobbiamo spegnare il riscaldamento..."
Giuseppe Conte a Piazza Santi Apostoli.
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24 Settembre 2022 - 09.54


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Anche da Piazza Santi Apostoli a Roma, dove il M5s ha chiuso la campagna elettorale, Giuseppe Conte attacca Draghi:”Ci avevano dati per morti. Questa piazza però mi sembra sintomo di buona salute. Ancora una volta si sono sbagliati”. 

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“Questa guerra con quale via d’uscita la affrontiamo? Vogliamo un negoziato di pace o no? Il governo dei migliori ci ha detto o pace o condizionatori ma la pace è scomparsa dai radar e ora dobbiamo spegnere pure il riscaldamento. Che gran successo”.

“Domenica dobbiamo scegliere, non possiamo non comprendere la portata storica di questo voto – ha detto Conte che ha toccato diversi temi -. Siamo chiamati a decidere se alzare gli stipendi di chi prende due, tre o quattro euro lordi l’ora o alzare quelli di chi già prende diecimila euro al mese, come è stato già fatto. Dobbiamo decidere se vogliamo che la regola siano contratti di un giorno o un contratto a tempo indeterminato. Dobbiamo decidere: ma questa svolta green la vogliamo a chiacchiere? Vogliamo approfittare di questa emergenza energetica per tornare al fossile o guardare avanti, verso il futuro delle rinnovabili”. E poi la guerra: “Il governo dei migliori ci ha chiamato a scegliere tra la pace e i condizionatori. Ma la pace è sparita dai radar e i condizionatori non sappiamo se potremo riaccenderli, ora dobbiamo spegnere pure il riscaldamento. Che gran successo!”.

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L’obiettivo di Conte è completare la rimonta iniziata alcune settimane fa: “Dobbiamo rivolgerci agli indifferenti, a coloro che non credono più nella buona politica. Dobbiamo convincerli a decidere insieme il futuro di questo Paese”. Al suo fianco alcuni dei principali deputati in uscita perché completati i due mandati in Parlamento: tra loro Roberto Fico, Paola Taverna e Alfonso Bonafede. L’ex ministro della Giustizia: “Per noi le parole non valgono nulla senza le azioni. Oggi nel settore della giustizia abbiamo la legge Spazzacorrotti, che guardacaso tutti vogliono cancellare, il codice rosso, la legge sulle intercettazioni, quella sulle porte girevoli. Ci siamo messi contro tutto e contro tutti per approvarle. Siamo noi gli unici che in questa campagna elettorale hanno parlato di lotta contro tutte le mafie: forse perché siamo gli unici che possono farlo con credibilità”.

Presenti anche i parlamentari uscenti di Leu Stefano Fassina e Loredana De Petris, la quale ha dichiarato pubblicamente il suo voto al M5s. Sul palco altri deputati e alcune categorie di lavoratori: “Noi siamo il Movimento del reddito di cittadinanza, che ha messo il centro il lavoro e farà il salario minimo e una Procura nazionale del lavoro”. Il capogruppo alla Camera Francesco Silvestri, invece, ha parlato di lobbismo e conflitto d’interesse: “Oggi siamo un presidio di trasparenza all’interno del Parlamento”.

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