Fico difende il reddito di cittadinanza e sul Pd: "Difficile ricomposizione"

Così Roberto Fico a La Stampa respinge la critica di non riuscire a trovare collaboratori perché molti prendono il reddito di cittadinanza e magari lavorano in nero.

Fico difende il reddito di cittadinanza e sul Pd: "Difficile ricomposizione"
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13 Settembre 2022 - 12.09


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Il reddito di cittadinanza «lo difendo fino in fondo perché non si tratta di una misura assistenzialista ma che protegge la dignità delle persone. E non solo al sud. Poi sono d’accordo che possa essere migliorato nell’attuazione pratica». Così Roberto Fico a La Stampa respinge la critica di non riuscire a trovare collaboratori perché molti prendono il reddito di cittadinanza e magari lavorano in nero. «Rifiuto totalmente questa impostazione. La verità è che ora i lavoratori possono scegliere di non fare certi mestieri sottopagati. Si è dato un potere contrattuale in un Paese in cui non ce n’era. E poi per una minima parte di truffe si è aiutata tanta gente in difficoltà. Non è che per i falsi invalidi si è eliminata la pensione di invalidità».

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Il M5S sembra in crescita soprattutto al sud, dove il reddito di cittadinanza è stato un grande aiuto. Un caso? «Da sempre il M5S prende più voti al sud. Oggi c’è una squadra unita con un programma progressista e ambientalista e questa sta pagando. Zero diatribe interne, molte idee e candidati di valore come i magistrati Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato e Dario Vassallo, fratello del sindaco di Pollica ucciso dalla camorra»

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La rottura M5S-Pd ed era evitabile? «In questa fase temo di no. Ad un certo punto le strade si sono divise in modo irreparabile. Il M5S per mesi ha cercato di porre al governo delle questioni che sono state ignorate. Così non poteva funzionare. L’alleato Pd su alcuni temi doveva dare una mano maggiore. E con l’avvicinarsi delle elezioni tutti i partiti, non solo il M5S, hanno accentuato le loro posizioni identitarie». Il M5S si ritroverà col Pd? «Lo trovo difficile». Cosa farà il 26 settembre? «Dal giorno dopo le elezioni fino al 12 ottobre manterrò la mia funzione. Il 13 poi si riuniranno le nuove Camere. Io non sono ricandidato, in onore alla regola del M5S sui due mandati, e aiuterò a trattare i temi di cui abbiamo parlato. Provo un senso di enorme gratitudine sia verso il Parlamento sia nei confronti degli italiani per essere riusciti insieme ad affrontare tante situazioni difficili».

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