Casini agli iscritti dem scontenti: "Capisco i circoli Pd ma servono alleati come me"

Il senatore democristiano sarà candidato tra le file del Pd, nel collegio senatoriale di Bologna contro Vittorio Sgarbi del centrodestra e Marco Lombardo per il Terzo Polo

Casini agli iscritti dem scontenti: "Capisco i circoli Pd ma servono alleati come me"
Pier Ferdinando Casini
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28 Agosto 2022 - 12.15


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Pier Ferdinando Casini si esprime sui malcontenti che la sua candidatura tra le file del Pd, nel collegio senatoriale di Bologna contro Vittorio Sgarbi del centrodestra e Marco Lombardo per il Terzo Polo, ha suscitato.

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«Certo, non mi ha fatto piacere la reazione di alcuni circoli Pd alla mia candidatura, ma la capisco e la rispetto. È chiaro che una candidatura come quella di Sandra Zampa è molto più parte della storia della sinistra di quel che può essere la mia. Perché è vero: io ho una storia diversa».

Agli iscritti scontenti direbbe che «li rispetto profondamente, perché conosco la loro passione. Quando nel quartiere Mazzini con la sezione Kennedy organizzavamo le Festa dell’Amicizia, i nostri della Dc chiedevano consigli ai più esperti delle Feste dell’Unità. Eravamo popoli diversi? Forse sì, ma con una passione civile e politica comune. E non è poco».

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Sulla destra Casini dice che «evocare il rischio fascismo per me è un errore. Difendere la Costituzione invece è doveroso. Intendiamoci: l’elezione diretta del Capo dello Stato è democratica e tante esperienze lo dimostrano, dagli Usa alla Francia. Ma introdurla da noi significa scassare l’unica istituzione che ha dato di sé un’ottima prova. Io voglio continuare ad avere un presidente arbitro, non un giocatore coinvolto nelle risse quotidiane. Non è un caso che tutti gli italiani vedano in Sergio Mattarella un pater familias da cui si sentono rappresentati e garantiti».

«Stare in un gruppo parlamentare significa esprimere le proprie opinioni e poi decidere collegialmente coi colleghi. In questa logica ho votato per le unioni civili e a questa logica mi atterrò. Peraltro sui diritti bisogna tener presente anche il tema generazionale. Quando parlo con mia figlia diciottenne dello Zan vedo che sul tema della sessualità ci sono sensibilità diverse. Non c’entra solo la destra e la sinistra, ma anche la generazione cui si appartiene», aggiunge in merito al Ddl Zan, se dovesse essere eletto.

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