Sondaggi politici: Fdi sempre davanti al Pd, Calenda-Renzi insieme sotto il 5%

L'economia viene considerata il tema più importante su cui gli italiani baseranno la scelta del partito da voto il prossimo 25 settembre (29%). Staccati gli altri temi a cominciare da immigrazione (6%) e sicurezza (5%)

Sondaggi politici: Fdi sempre davanti al Pd, Calenda-Renzi insieme sotto il 5%
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27 Agosto 2022 - 21.35


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Sondaggi politici, la destra sempre in testa. «Fratelli d’Italia aumenta il suo vantaggio nei confronti del Pd, dato in calo (24,7% contro 23,3%). Stabile la Lega al 14,3% mentre M5S e Forza Italia scendono rispettivamente al 10,7% e al 7,2%. Azione/Italia Viva flette al 4,8%. Gli altri partiti restano sotto la soglia di sbarramento del 3%: Sinistra Italiana/Verdi (2,5%), Italexit (2,5%), +Europa (1,9%), Italia Sovrana (1,7%), Unione Popolare (1,5%), Noi Moderati (1,2%), Alternativa per l’Italia (1%), chiude Impegno Civico (0,8%)». Lo dicono le intenzioni di voto di Termometro politico, nel sondaggio effettuato tra il 23 e il 25 agosto.

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«Agli intervistati è stato chiesto cosa si dovrebbe fare nel caso in cui dopo le elezioni nessuno degli schieramenti in campo dovesse avere la maggioranza per governare. Un terzo degli italiani (35,8%) ritiene che si dovrebbe dare l’incarico al principale esponente della coalizione con più voti perché cerchi la fiducia in Parlamento, il 28,1% pensa che si dovrebbe dare l’incarico a Draghi per un governo di unità nazionale o con i partiti disponibili, il 27,3% vorrebbe un ritorno al voto mentre appena il 3,9% auspicherebbe un governo di unità nazionale o con i partiti disponibili, ma con un premier diverso da Draghi».

«Sulla possibilità di istituire l’elezione diretta del presidente della Repubblica (voluto dal centrodestra) o del presidente del consiglio (richiesto da Azione/Italia Viva), gli italiani si dividono. Il 56,6% è favorevole all’elezione diretta del presidente della Repubblica: tra questi il 29,7% vorrebbe la trasformazione dell’Italia in una repubblica presidenziale, il 15,6% in un semipresidenzialismo come in Francia mentre l’11,3% è d’accordo all’elezione diretta a patto che non si dia al presidente più poteri di quelli che ha. L’elezione diretta del premier raccoglie invece il gradimento dell’11,3% degli intervistati. Il 27,3% afferma infine di essere contrario ad entrambe le ipotesi».

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«L’economia viene considerata il tema più importante su cui gli italiani baseranno la scelta del partito da voto il prossimo 25 settembre (29%). Staccati gli altri temi a cominciare da immigrazione (6%) e sicurezza (5%) mentre occupano gli ultimi posti i temi etici (3,7%), la politica estera (3,3%), la giustizia (2,5%) e la pandemia (1,7%). Il 42,4% ritiene però che tutti gli argomenti sopra citati sono ugualmente importanti nella scelta del voto».

Termometro politico ha anche chiesto qual è stato il miglior presidente del consiglio degli ultimi 20 anni. Al primo posto c’è Silvio Berlusconi con il 27,6% delle preferenze, seguito da Mario Draghi che raccoglie il 21,3% delle preferenze. Terzo il presidente del M5s, Giuseppe Conte, con il 13,6%. Quarto Romano Prodi col 10,8%. Percentuali bassissime per gli altri ex presidenti del Consiglio: Renzi (4%), Gentiloni (1,4%), Monti (0,7%) e Letta (0,5%).

“Berlusconi e Prodi, che hanno governato più di un decennio fa, hanno gradimenti molto alti. Un dato che ci sorprende – afferma Gianluca Borrelli presidente e fondatore di Termometro Politico – Questo probabilmente è dovuto ad un effetto nostalgia di molti elettori”. Nota metodologica: questi sondaggi sono stati realizzati con metodo Cawi tra il 23 e il 25 agosto su 5300 rispondenti il margine di errore è +/-3%.

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