Caro Letta, capisco le difficoltà ma lasciare al palo Enzo Amendola è una scelta che non condivido

Amendola ha girato l’Italia come una trottola per parlare nelle scuole, per visitare i poli industriali ed ha raccontato in Europa che sull’Italia si può contare, che l’Italia è un Paese affidabile. Ma poi...

Caro Letta, capisco le difficoltà ma lasciare al palo Enzo Amendola è una scelta che non condivido
Enzo Amendola
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Tiziana Buccico Modifica articolo

17 Agosto 2022 - 16.25


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Caro Letta, ci siamo incrociati diverse volte e sempre in occasioni piacevoli, oggi le scrivo perché con tutta sincerità e sempre nel massimo rispetto proprio non concordo con le sue scelte e il suo modus operandi sulle liste. Sia chiaro a lei e a chi legge che comprendo e conosco le immense difficoltà e le insormontabili trattative e le continue telefonate, conversazioni in chat ed e-mail minatorie che in questi giorni avranno affollato il suo cellulare, la sua e-mail e tutti i suoi social, premetto che sono consapevole che non si può essere perfetti e lo sbaglio va sempre considerato, calcolato e compreso. Il combinato disposto della riduzione dei parlamentari e della situazione dei collegi uninominali comporterà una inevitabile riduzione del 50 % circa della rappresentanza parlamentare del PD rispetto al 2018, muovendosi, così, in spazi angusti e davvero complicati. 

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Ma… mi perdoni, questo lo sapevamo da tempo e forse è anche compito di un gruppo dirigente elaborare strategie e avere consapevolezza di ciò a cui si va incontro? È vero dovrei da donna di sinistra non criticarla perché dovremmo essere tutti compatti contro l’ondata del centro destra che sembra arriverà sulla nostra Italia. Ma… va dato atto al PD e allo schieramento di centro sinistra che amiamo la dialettica interna e forse abbiamo il grande difetto di essere trasparenti nelle nostre dinamiche ricordandoci che il dibattito è democrazia e forse gli elettori dovrebbero tenerne conto nel votare questo schieramento, perché, diciamolo, non nascondiamo la polvere sotto il tappeto e perché non ci facciamo remore nell’esprime opinioni e dissenso, per poi ritrovarci “democraticamente” sotto la bandiera comune. Credendo proprio che appartenere ad un insieme di valori e di ideali sia fondamentale, devo dirle che senza toni alti e senza invettive da leone da tastiera avrei immaginato che persone che si sono spese per il nostro Paese non solo sul territorio nazionale, ma anche e soprattutto in Europa vedessero riconosciuto il loro valore e il loro merito. 

Non parlo in astratto e con grande sincerità mi riferisco a Vincenzo Amendola, per tutti Enzo Amendola. L’unico, che ogni giorno in questo stravagante agosto, va in video, fa interviste senza risparmiarsi, con grande padronanza dialettica, con garbo istituzionale e con la moderazione che gli è consona ci parla con chiarezza del Recovery Fund o se preferisce PNRR. Lo fa perché è stato uno dei fautori di questa battaglia condotta dall’Italia in Europa, lo fa perché, caro segretario, ci crede e perché è tra quelli che ha parlato di Next Generation, di investimenti e di ripartenza. Ha girato l’Italia come una trottola per parlare nelle scuole, per visitare i poli industriali ed ha raccontato in Europa che sull’Italia si può contare, che l’Italia è un Paese affidabile. Non cadrò nel bieco gioco di parlare male di chi avrà probabilmente il posto in lista come capolista e numero due, non cadrò nella trappola tanto amata anche dal terzo polo per mettere in difficoltà con critiche lo schieramento democratico. 

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Ma.. possibile che abbiano contato altri fattori? E quali sono stati? Il territorio di appartenenza, se fosse così le aggiungo che sono napoletana e quindi conosco la storia politica di Enzo Amendola che sin da ragazzo si è occupato di politica in maniera attiva e con grandi energie, ma se il passato non contasse più e la memoria storica fosse solo un concetto vetusto come si può dimenticare che per mesi si è impegnato perché a Palazzo San Giacomo salisse un rappresentante della sinistra, ha dato la volata a Gaetano Manfredi , lasciando che per un lungo periodo si parlasse di lui come candidato sindaco di Napoli, vuoto di memoria del PD napoletano e campano? 

Ma… caro Enrico, e così passo al tu, sono stata felice di leggere su Twitter e su altri social, parlando con amici e conoscenti, che forse ho ragione e che molti la pensano come me. Si poteva fare uno sforzo in più? Anche l’altra parte, gli antagonisti, hanno dimostrato stima al sottosegretario Amendola, uno fra tanti Crosetto, tanti giornalisti e opinionisti, tanti compagni di partito e tante persone comuni, se ne avrà tempo potrà fare una semplice ricerca e verificare ciò che le ho scritto. La strada è in salita, la battaglia sarà dura e già prevediamo mieterà vittime e credo che siamo tutti uniti nel provare a ridurre le perdite, a fare un porta a porta serrato per riportare a votare chi non lo ha più fatto, provare a risvegliare una democrazia data per scontata, ricordando che è il nostro baluardo e la nostra grande conquista. Sarebbe bello farlo con chi ha portato il tricolore a Bruxelles, che tanto viene usato come vessillo del populismo, come invece bandiera di un Italia che ha in sé energie, talento, eccellenze, grandi aspettative e ritrovata responsabilità e immense competenze e capacità. Durante questi anni nelle sedute dell’EU, ho visto impegnato Amendola ogni settimana insieme alla nostra preziosa rappresentanza diplomatica, non si è sottratto a domande, a critiche, a notti interminabili di trattative e momenti di grande preoccupazione.

Segretario, l’ascolto è fondamentale in politica, tutti quelli che hanno scelto di isolarsi e di creare filtri tra l’elettorato, la gente e la classe dirigente hanno poi pagato un prezzo politico molto alto, avere in mano il timone a volte è esaltante altre è scomodo e massacrante. Ci sono tanti esclusi eccellenti, ci sono persone che hanno deciso di fermarsi per un turno, di combattere da esterni creando spazi nuovi, ci sono persone competenti che hanno collegi incerti e traballanti, davvero un gran peccato per il nostro paese, ma io sono convinta che lei lo sapesse e che fosse consapevole che il consenso conta più delle capacità, perché non nego e mai lo farò che il consenso ed i voti in politica sono la chiave di tutto. Ma.. in tutta sincerità mi dolgo che i voti contino di più, o forse conta anche chi forse approfitta di occasioni per regolare conti e per riconoscere più delle capacità la fedeltà alle correnti e non alle Istituzioni? 

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Questa legge è un abominio perché nasconde i candidati e permette che il valore del singolo venga dimezzato. Nel salutare, le auguro, anzi ti auguro, una buona campagna elettorale che però, ribadisco mi lascia tanto amaro in bocca e al contempo una sana voglia  di cambiare le cose, il mio voto non verrà meno, i miei valori e i miei ideali sono sempre gli stessi …ma…..

“Quando avete un problema e contate sulla classe politica per risolverlo, voi avete due problemi. Perché non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”.

(Albert Einstein)

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