M5s, D'Incà critico verso la linea Conte: "Con la crisi a rischio le riforme necessarie per il Pnrr"

Il ministero per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, tra le voci più critiche nel Movimento sulla scelta di non votare la fiducia al dl aiuti, ha preparato una scheda

M5s, D'Incà critico verso la linea Conte: "Con la crisi a rischio le riforme necessarie per il Pnrr"
Federico D'Incà
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16 Luglio 2022 - 18.57


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Se Conte insiste a voler sfasciare la maggioranza c’è il rischio di un’altra scissione dopo le numerose che hanno mandato il gruppo parlamentare M5s in mille pezzi.

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L’affondo arriva a Consiglio nazionale M5S in corso, mentre il leader del Movimento, Giuseppe Conte, sta decidendo con i vertici pentastellati cosa fare della fiducia al governo Draghi, in caso si arrivasse a una verifica di maggioranza. Il ministero per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, tra le voci più critiche nel Movimento sulla scelta di non votare la fiducia al dl aiuti, ha preparato una scheda che dirama agli organi di informazione e che illustra nel dettaglio i provvedimenti, attualmente all’esame delle Camere, che rischiano di non portare a termine il proprio iter a causa della crisi.

«Le eventuali dimissioni del Governo – si legge – potrebbero condurre ad uno scenario estremamente critico relativamente all’iter dei principali provvedimenti, già presentati alle Camere, con particolare riguardo a quelli relativi alle riforme abilitanti per raggiungere gli obiettivi del PNRR entro dicembre 2022 e a quelli di conversione dei decreti-legge attualmente pendenti in Parlamento».

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«Una crisi di governo ed un eventuale scioglimento delle Camere – aggiunge il testo – inciderebbero anche sull’adozione dei decreti legislativi attuativi di riforme già approvate dal parlamento come le riforme della giustizia e del codice degli appalti che rappresentano specifici impegni PNRR».

«Tale situazione impedirebbe, inoltre, l’adozione di provvedimenti molto attesi dai cittadini come le misure relative al salario minimo e al contrasto della povertà. Si creerebbe, peraltro, anche una situazione di incertezza sull’adozione di misure volte a mitigare gli effetti dell’incremento dei costi dell’energia e dei carburanti», avverte la nota.

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