Elezioni, Meloni si smarca da Salvini: "Noi da soli? La sua è una lettura distorta..."

"Noi siamo impegnati in una campagna elettorale. Questa è l'ultima settimana. Mi pare che il centrodestra sia assolutamente in partita, per gli altri non posso dire", ha poi aggiunto Meloni.

Elezioni, Meloni si smarca da Salvini: "Noi da soli? La sua è una lettura distorta..."
Salvini e Meloni
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7 Giugno 2022 - 15.51


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Giorgia Meloni risponde a Matteo Salvini, che aveva sottolineato con polemica la volontà di Fratelli d’Italia di presentarsi alle prossime elezioni, in alcuni comunis, senza lo storico alleato. 

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“A me sembra una lettura un po’ distorta, francamente”. Intervenuta in visita al Salone del Mobile, nel suo giorno di inaugurazione, la leader di Fratelli d’Italia spiega: “Ci sono dei Comuni nei quali Fratelli d’Italia ha fatto una scelta diversa da Lega e Forza Italia, Comuni in cui la Lega ha fatto una scelta diversa e Comuni nei quali Forza Italia ha fatto una scelta diversa”. Per cui “ora dire che la responsabilità sia solo nostra…

“Qualcuno mi dica allora di Forza Italia a Verona o della Lega a Messina, perché io sto sostenendo un candidato di Forza Italia e loro hanno fatto un’altra scelta con De Luca. Non mi pare che si possano trattare le questioni così“. In alcuni casi, aggiunge, “non siamo riusciti per ragioni che sono territoriali, anche di rapporti“. Del resto “le ragioni territoriali sono complesse: in alcune città non siamo riusciti a trovare una quadra, ma non mi pare per responsabilità di Fratelli d’Italia”. Quindi, sottolinea, “consiglio maggiore prudenza in queste dichiarazioni”.

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“Noi siamo impegnati in una campagna elettorale. Questa è l’ultima settimana. Mi pare che il centrodestra sia assolutamente in partita, per gli altri non posso dire”, ha poi aggiunto Meloni. E a chi le chiede se ritenga che i risultati della prossima tornata elettorale possano determinare un terremoto in termini di coalizioni o assetti di governo, risponde: “Diciamo che il terremoto è più facile quando le fondamenta non sono solide”.

Quando, cioè, “si sta insieme per interesse e semplicemente per fare accordi e mantenere poltrone”. In quei casi “è più facile che si crolli alla prima difficoltà”. Ma “quando, come il centrodestra, al di là delle difficoltà, si sta insieme per compatibilità di visione, è molto più facile mantenere quelle fondamenta solide e, dunque, tenere in piedi il palazzo”.

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