Bonafé (Pd): "L'unica arma che abbiamo contro Putin è bloccare le importazioni di gas"

L'europarlamentare Pd al Parlamento Europeo: " È una strada difficile lo sappiamo, ma percorribile se non perdiamo di vista la sola vera arma di cui disponiamo, la nostra coesione"

Simona Bonafè
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6 Aprile 2022 - 15.26


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Simona Bonafè, europarlamentare del Partito Democratico, parlando al Parlamento Europeo ha dichiarato: “”Il massacro di Bucha ci ha sconvolto ma non basta più la condanna unanime delle atrocità compiute dall’esercito russo e non basta più la solidarietà al popolo Ucraino. Noi dobbiamo fermare questa barbarie, devono cessare questi crimini di guerra contro civili inermi”. 

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“Nonostante gli effetti pesanti sull’economia russa le sanzioni messe in campo fino a qui non stanno portando Putin al tavolo dei negoziati per un immediato cessate il fuoco. Ora è il momento di fare tutto quello che possiamo, di aumentare i nostri sforzi” ha continuato. 

Poi, ha aggiunto: “Il nuovo pacchetto di sanzioni, il quinto, prevede un primo importante divieto all’importazione di carbone dalla Russia, ma quest’anno Mosca potrebbe guadagnare oltre 300 miliardi di dollari solo dalle esportazioni di gas e petrolio. Addirittura un terzo in più rispetto al 2021, con cui finanziare altre atrocità come quelle commesse alle porte della capitale Ucraina”. 

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“E allora è lì che dobbiamo agire, non possiamo vedere altre Bucha prima di arrivare a misure incisive per interrompere il più presto possibile le importazioni di gas e petrolio dalla Russia. È una strada difficile lo sappiamo, ma percorribile se non perdiamo di vista la sola vera arma di cui disponiamo, la nostra coesione. Abbiamo affrontato la pandemia restando uniti e solidali, prima con il piano di acquisti comune dei vaccini e poi con Next Generation Eu, lo stesso approccio deve affermarsi ora per garantire in Europa un´adeguata sicurezza energetica e per contrastare gli shock che possono derivare da un blocco delle importazioni di gas dalla Russia che avranno effetti diversi nei singoli stati membri”. 

“Diversificazione degli approvvigionamenti e delle fonti energetiche, piano di stoccaggi e acquisti comuni di gas, maggiori investimenti in rinnovabili e interconnessioni, sostegno comune ai settori in crisi e tetto massimo al costo del gas subito, contro le speculazioni che stanno mettendo in difficoltà famiglie e imprese. Queste sono le azioni da mettere in campo. Non ci aspettano momenti facili ma non abbiamo alternative. È il prezzo che dobbiamo pagare per la difesa della nostra libertà, per la nostra dignità e soprattutto per fermare la guerra in Europa”. 

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