Provenzano: "Putin ha legami consolidati con la destra, poi è apprezzato anche da qualche cretino di sinistra"

Il vice segretario del Partito democratico, Giuseppe Provenzano: "Abbiamo tollerato che crescesse nel cuore dell'Occidente non l'amicizia verso la Russia, ma la fascinazione per Putin"

Provenzano: "Putin ha legami consolidati con la destra, poi è apprezzato anche da qualche cretino di sinistra"
Il vice-segretario del Pd Giuseppe Provenzano
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27 Marzo 2022 - 11.34


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Guerra in Ucraina scatenata dal nuovo Duce del neo-fascismo internazionale Vladimir Putin. “Il nostro Paese è dalla parte dell’Ucraina, con gli aiuti e l’accoglienza. E dalla parte del diritto internazionale, contro la sporca guerra di Putin. Quando ci sono un aggressore e un aggredito hai il dovere della scelta, nessuna equidistanza è accettabile. Ma questo non significa entrare in guerra. La pace è la stella polare”. E’ quanto affermato dal vice segretario del Partito democratico, Giuseppe Provenzano.

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“Il negoziato è sempre meglio delle bombe. C’è una pressione diplomatica, e tutte le nostre misure verso la Federazione russa mirano a costringere Putin a fermare l’invasione e sedersi a un tavolo. È anche quello che ha chiesto Zelensky nel suo toccante discorso al Parlamento italiano”, ha detto.

Parlando della posizione assunta da Giuseppe Conte sull’aumento delle spese militari, Provenzano ha sottolineato che “ventilare una crisi di governo, in questa fase, sarebbe surreale”.
“Talmente surreale che non credo sia così”, ha aggiunto, precisando che non metterebbe in discussione “gli obblighi internazionali”. “Ma il 2% non può diventare un feticcio”, ha argomentato. “È un errore anacronistico la corsa solitaria al riarmo dei singoli Paesi. La prospettiva dev’essere la difesa comune europea”.

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Provenzano ha anche evidenziato alcuni errori fatti prima della guerra. Ad esempio, “non aver capito chi fosse Putin”. “Abbiamo tollerato che crescesse nel cuore dell’Occidente non l’amicizia verso la Russia, ma la fascinazione per Putin”, ha detto, aggiungendo: “Il problema di filo-putinismo ce l’ha la destra. In particolare quella italiana. Il silenzio di Berlusconi, i legami consolidati della Lega di Salvini con il partito di Putin, ma anche Giorgia Meloni, che ancora guarda a Trump, l’altro polo del vento conservatore e reazionario che non a caso definisce Putin ‘un genio’. Poi c’è qualche ‘cretino di sinistra’, avrebbe detto Leonardo Sciascia”, ha commentato.

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