Casini: "L'Ucraina difende anche la nostra libertà, Salvini e Conte guardano al loro orticello"

Il senatore centrista: "Su Putin c'è un abbaglio collettivo, non si continui a chiudere gli occhi: è un aggressore e va fermato".

Casini: "L'Ucraina difende anche la nostra libertà, Salvini e Conte guardano al loro orticello"
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26 Marzo 2022 - 10.25


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Guerra in Ucraina e prospettive dell’Europa: “L’Ucraina è la frontiera d’Europa, difende la nostra libertà e la democrazia. Va aiutata. Su Putin c’è un abbaglio collettivo, non si continui a chiudere gli occhi: è un aggressore e va fermato”.

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Parole di Pierferdinando Casini in un’intervista al Messaggero, in cui difende Draghi dall’accusa di essere un falco (“E’ la risposta che le persone per bene e in buona fede devono dare”) e critica duramente Salvini che dice che non riesce ad applaudire quando si parla di armi e Conte che dice no all’aumento delle spese militari: “Mi sembra che in Italia molti uomini politici siano più preoccupati di coltivare il proprio orticello e le piccole rendite di posizione, piuttosto che guardare in faccia la realtà e svolgere analisi serie. Certo, è difficile davanti a un’opinione pubblica spaventata e a sacrifici che bisogna mettere in conto, dire la verità. La vecchia politica che tanto si critica aveva il coraggio di assumersi le proprie responsabilità”.

Le posizioni di Salvini e Conte sono il ritorno dell’asse giallo-verde? “Non lo so. Mi limito a vedere alcune cose: ad esempio quando è stato presidente del Consiglio, Conte non è venuto meno agli impegni internazionali e ha provveduto a incrementare le spese militari”.

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Quanto alle parole del Papa contro l’aumento delle spese militari, Casini fa notare che “il Pontefice non può essere arruolato da nessuna parte, va sempre rispettato. Ricordo dei moniti, in linea con quanto dice oggi Papa Francesco, di Giovanni Paolo II anche rispetto all’istallazione degli euromissili. Ma la Chiesa ha una sua dimensione profetica, noi abbiamo il dovere di assumere laicamente decisioni anche impopolari e dolorose che competono agli uomini politici. Per altro ho un sogno: vedere questo Papa a Kiev, l’unico gesto concreto che si potrebbe fare per fermare questa escalation di guerra”.

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