Prodi: "La destra si diceva unita per il Quirinale ma ora si picchiano come i pupi siciliani"

L'ex premier e presidente della commissione Ue parla anche della sinistra: "Se non si impara la lezione che la sinistra vince solo se unisce, allora è meglio che perda".

Prodi: "La destra si diceva unita per il Quirinale ma ora si picchiano come i pupi siciliani"
Romano Prodi
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5 Febbraio 2022 - 12.16


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Dall’elezione del capo dello Stato sono emerse varie tensioni sia a destra che a sinistra: “La destra che sembrava un corpo unito si picchia come i burattini siciliani, come i Pupi. Non c’è bisogno di una analisi, il problema è vedere come va avanti il gioco in futuro. Per questo si parla di legge elettorale, è necessario”. Lo ha detto Romano Prodi a Rainews24.

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Il centrosinistra
Se non si impara la lezione che la sinistra vince solo se unisce, allora è meglio che perda”. “Si deve imparare dalla storia, io sono tranquillo. C’è qualche ipotesi di questo tipo, l’avvicinamento di Bersani a Letta, un dialogo che si fa più fitto. Ma poi c’è qualcuno che dice, vanno troppo a sinistra. Ma quando si creano partiti con grandi dimensioni la mediazione c’è sempre, non si va mai agli estremi”, ha aggiunto l’ex premier.

Serve una legge maggioritaria a doppio turno
“Può darsi che io sia vecchio come Matusalemme, ma un solo cambiamento ci ha giovato in questo dopoguerra, la nuova legge per l’elezione dei sindaci, prima era tutto un caos. Io dico con la massima semplicità” che serve “un maggioritario con il doppio turno”, ma “ormai sono solo, tutti dicono proporzionale. Io cerco di capire, studio, ma non riesco a capire, perché la stabilità si fa con il doppio turno”.

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Ha poi concluso Prodi: “Vogliamo la stabilità? La stabilità si fa con una legge simile a quella dei sindaci”, ha proseguito Prodi, da questo punto di vista “abbiamo un’esperienza positiva, vogliamo utilizzare l’unica esperienza positiva che abbiamo?” Di tutto ciò “con Letta non ne ho parlato, non è che debba prendere decisioni, il mio è un parere”, precisa Prodi, “io non guardo alla posizione dei singoli partiti. La legge elettorale va fatta per un lungo termine, va fatta per l’eternità, non per le elezioni successive”.

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