Meloni si lamenta: "Ci accusano di nostalgia per il regime fascista". (Perché è vero)

L'ex missina è intervenuta all'evento organizzato da Fratelli d'Italia a Milano con sindaci e amministratori locali della Lombardia.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni
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13 Novembre 2021 - 15.39


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Continua ad arrampicarsi sugli specchi. E magari dimentica che lei e tutti i suoi camerati non si definiscono anti-fascisti; dimentica che tra i suoi dirigenti e militanti si festeggia ancora la marcia su Roma; dimentica che solo pochi giorni fa il suo partito ha spalancato le porte del Senato ai rappresentanti della casa editrice Ferrogallico dove ci sono ex militanti di Forza Nuova, dove uno dei responsabili è stato condannato (e poi assolto in appello) per apologia di fascismo per aver partecipato ad una commemorazione a suon di saluti romani e dove si pubblicano libri dedicati a Mussolini.

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Ma che dice l’ex missina che ora guida il partito di estrema destra italiana?

 “Come si mette insieme l’accusa di nostalgia per il regime fascista con un movimento che in Italia oggi è il movimento che si batte per la libertà: libertà di impresa, di voto, di opinione, di manifestare il proprio dissenso contro un governo che spara con gli idranti su lavoratori in ginocchio che non sono d’accordo coi suoi provvedimenti”.
Così Giorgia Meloni, intervenendo all’evento organizzato da Fratelli d’Italia a Milano con sindaci e amministratori locali della Lombardia.
Non è così: la nostalgia per il regime fascista che c’è da quelle parti è fin troppo evidente perché si possa negare.

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Non bastano due frasette buttate in mezzo a 100 distinguo per prendere davvero le distanze dal fascismo.

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