Zan: "Disposto a qualche modifica del Ddl ma i principi non si cambiano"

Zan: ''Salvini e Meloni ritirino la proposta di non procedere all'esame degli articoli del ddl Zan, tolgano dal tavolo la tagliola con cui vogliono ammazzare la legge''.

Alessandro Zan
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26 Ottobre 2021 - 10.32


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In una intervisra a Repubblica Alessandro Zan, promotore del disegno di legge contro l’omotransfobia afferma che ammetterebbe ”modifiche, ma non al ribasso, non va stravolta la legge. Non ritengo si possa rinunciare all’identità di genere. Sull’educazione nelle scuole, vedremo. Ma Letta è stato chiaro. Abbiamo bisogno di portare a casa la legge ormai in piedi da due anni, passata da un rinvio all’altro. Il ddl Zan ha subito una infinità di stop and go e il tempo a disposizione non è infinito. Abbiamo tra poco la legge di Bilancio, che terrà il Parlamento impegnato, e quindi l’elezione del Capo dello Stato”. Perciò, ferma restando – come sottolinea anche la Stampa – la condizione che la definizione ‘identità di genere’ non si può togliere, ”dobbiamo esplorare tutti i tentativi per arrivare ad avere una legge contro i crimini d’odio, così come c’è in tutti i Paesi europei, tranne che in Italia”.
”Ho mandato una mail per incontrare tutti i capigruppo della maggioranza al più presto prima del voto di mercoledì nell’aula del Senato”, annuncia Zan, rilevando che il primo scoglio “è la richiesta presentata da Lega e Fratelli d’Italia di votare il passaggio all’esame degli articoli mercoledì. È una tagliola che, se approvata, farebbe morire la legge. Faccio innanzitutto un appello alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati per evitare il voto segreto su questo. Si tratta di un voto procedurale e ciascuna forza politica ci metta la faccia. La nostra apertura al dialogo serve a dire a tutti i partiti che hanno a cuore la legge di assumersi le proprie responsabilità. Salvini e Meloni hanno voluto mettere in calendario la tagliola di bloccare il passaggio all’esame degli articoli del testo. Questa è la dimostrazione che non vogliono discutere della legge, ma affossarla”.
 Quanto al cambio di linea del Pd, prosegue Zan, ”è la dimostrazione che il Pd apre al dialogo, ma non per stravolgere o svendere la legge. Si tratta di capire se ci sono punti comuni che possano consentire l’approvazione immediata del ddl al Senato e il via libera entro la fine dell’anno nell’ulteriore lettura necessaria alla Camera. Il ddl Zan è stato approvato alla Camera nel novembre scorso grazie a una serie di mediazioni, ma senza ledere la dignità delle persone vittime di discriminazione. L’obiettivo è di costruire una buona legge efficace contro i crimini d’odio. Da questo non possiamo indietreggiare”. ”Né possiamo e non vogliamo togliere – insiste sulla Stampa – la definizione di identità di genere. Quando è stato approvato alla Camera, il mio ddl era frutto di varie mediazioni. Non si può fare una legge contro crimini di odio togliendo dei gruppi sociali o delle persone. Sarebbe in contrasto con il principio di uguaglianza della Costituzione. La mediazione è positiva quando trova larga convergenza, ma togliere la definizione di identità di genere, significa togliere dalla protezione e dalla tutela gruppi sociali discriminati, come trans e transgender”.

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