Salvini dall'alto del tonfo elettorale dà gli ordini al governo: "Nessun ritorno alla Fornero e..."

Nonostante la pesante sconfitta alle amministrative, Salvini si comporta come qualcuno prossimo a salire al governo da un momento all’altro

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19 Ottobre 2021 - 16.38


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A sentirlo parlare, non sembra che Matteo Salvini abbia ricevuto ieri la batosta più grossa da quando è sotto i riflettori politici: il centrodestra è stato sconfitto ovunque, tranne che a Trieste, all’interno della Lega sembra farsi sempre più strada la fronda più moderata di Giorgetti, con Meloni sono ai ferri corti (pur negandolo) e Berlusconi non risparmia paternali agli altri due leader, come un genitore coi figli troppo impulsivi. 
Insomma, sarebbe un momento per il centrodestra (anzi, più per la frangia estrema) di riflettere seriamente su cosa sia successo negli ultimi mesi, perché il fallimento è fin troppo eclatante, e persino Giorgia Meloni ha esplicitamente parlato di ‘sconfitta’. 
Ma da ieri Salvini sembra aver adottato la tattica della negazione della realtà: la sua conferenza stampa post voto (definita – giustamente – da Enrico Letta ‘surreale’) aveva toni entusiastici (‘abbiamo più sindaci di due settimane fa’ ha detto Salvini, riferendosi al fatto che la Lega ha effettivamente vinto molto nei piccoli centri, ma ha straperso nei capoluoghi di regione ed è addirittura scivolata al terzo posto nell’indice di preferenze elettorali) e oggi si comporta non come un leader sconfitto ma come qualcuno prossimo a salire al governo. E pontifica, dettando un’agenda che rimane sempre uguale: “Meno tasse sul lavoro, con un taglio del cuneo fiscale di almeno 7 miliardi, nessun ritorno alla Fornero e attenzione a lavoratori precoci e lavori usuranti, stretta sui furbetti del reddito di cittadinanza, più soldi per le indennità dei sindaci: la Lega al governo è una garanzia per famiglie, lavoratori e imprese”. 

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