Fratoianni: "Assalto alla Cgil annunciato, qualcuno dovrà dimettersi"

Il segretario nazionale di Sinistra italiana: "Che si sia consentito di arrivare davanti alla Cgil senza un presidio di protezione adeguato, e di poter entrare così in quegli uffici è una cosa mai vista".

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana

globalist 14 ottobre 2021

Parole molto critiche: "Quello che colpisce di più in questa vicenda dell'assalto alla Cgil non sono le parole di ieri della ministra, è invece la fila interminabile dei filmati andati in onda. Castellino annuncia dal palco, un'ora prima dell'assalto, che andranno alla Cgil. Annuncia pubblicamente l'obiettivo, e che sia stato consentito a chi aveva indicato l'obiettivo in anticipo di raggiungerlo è inaccettabile. C'è poco da fare".

Lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, dai microfoni de La7 nel corso di Omnibus.

"Le manifestazioni le abbiamo fatte tutti: le forze dell'ordine possono impedirti di muoverti, oppure - ha proseguito - se l'ordine pubblico, la cui gestione è un tema complesso, è a rischio, possono farti defluire in molti modi anche allontanandoti dall'obiettivo che ti sei prefisso di raggiungere, si può avere comunque il tempo per disporre un dispositivo adeguato di protezione che impedisca devastazioni. Che si sia consentito di arrivare davanti alla Cgil senza un presidio di protezione adeguato, e di poter entrare così in quegli uffici è una cosa mai vista".

"La domanda che pongo - ha detto ancora il leader di Si - è questa: chi si dimette? Quanto dobbiamo aspettare? Abbiamo l'ex braccio destro di Salvini al Viminale prefetto della Capitale, si dimette il prefetto di Roma? Qualcuno si dovrà dimettere, di fronte a quello che è successo. Perchè quello che è successo segnala un problema, che nulla ha a che fare con la valutazione e le scelte prese dai responsabili di piazza in quei momenti concitati. Il punto è che si poteva fare davvero in modo diverso".

"Poi sulle parole dell'onorevole Meloni e sulla strategia della tensione è bene solo ricordare sommessamente che la strategia della tensione è un pezzo drammatico della storia italiana fatto di fascisti e di pezzi deviati degli apparati dello Stato. Anche qui una matrice che vedo che la leader di FdI fatica a riconoscere", ha concluso Fratoianni.