Partita la raccolta firme per il referendum sulla cannabis: 50mila nelle prime cinque ore

L'obiettivo è 500mila adesioni, anche digitali, da raggiungere entro il 30 settembre. I radicali: "Siamo sicuri che i cittadini saranno con noi anche per questa nuova battaglia di civiltà”

Raccolta firme per il referendum sulla cannabis
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12 Settembre 2021 - 10.51


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Un dibattito che infiamma la platea politica, ma che può essere argomento di discussione per un referendum se si raggiungerà un numero di firme superiore a 500mila.

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Nella settimana in cui la commissione Giustizia della Camera approva il testo base della legge sulla cannabis, parte la raccolta firme per un referendum che ne depenalizzi la coltivazione.

Lo annuncia formalmente un gruppo di esperti coordinati dal mondo dell’associazionismo, da Coscioni ad Antigone, dal Forum Droghe alla Società della Ragione, con la partecipazione di + Europa. radicali e Possibile.

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Lo scorso 7 settembre è stato depositato alla Cassazione un quesito che propone di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative per quanto riguarda la cannabis.

La raccolta delle firme sarà una corsa contro il tempo visto che andrà completata in soli 20 giorni.

La legge, infatti, consente che le firme a sostegno dei quesiti referendari siano raccolte solo nei primi nove mesi dell’anno, dall′1 gennaio al 30 settembre.

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Per questo i promotori si affidano alla tecnologia: sarà possibile sul sito www.referendumcannabis.it grazie alla firma digitale sostenere il quesito per via telematica.

“Puntiamo a raggiungere l’obiettivo delle 500mila firme digitali entro la fine del mese e siamo sicuri che i cittadini saranno con noi anche per questa nuova battaglia di civiltà”, sostiene Massimiliano Iervolino di Radicali italiani.

E la partenza è stata sprint: “Nelle prime 5 ore di raccolta sul sito sono arrivate oltre 50.000 adesioni. Guardiamo con ancora più ottimismo al 30 settembre per poter andare al voto la prossima primavera”, dice dichiara Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, Presidente del comitato promotore.
“Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis è una delle questioni sociali più importanti nel nostro Paese. Un tema che attraversa la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali e, soprattutto, la lotta alle mafie”, viene spiegato da chi ha presentato i quesiti, secondo cui sei milioni sono i consumatori di cannabis in Italia, “tra questi anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia, nonostante la regolare prescrizione”.

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“Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere. Un dibattito che non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico”, ribadiscono, dando il via alla raccolta delle sottoscrizioni. 

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