La sezione della Lega a Guidonia intitolata allo squadrista fascista Ettore Muti

La deriva mussoliniana del partito di Salvini è sempre più evidente. Tra Durigon e chi chiede di intitolare a Hitler il piazzale dei partigiani a Roma è tutta una nostalgia del fascismo

Riunione nella sede della Lega a Guidonia alla presenza di Durigon

Riunione nella sede della Lega a Guidonia alla presenza di Durigon

Tommaso Verga 8 settembre 2021

25 Agosto, da Facebook

Alessandro Messa è con Claudio Durigon e altri 3

Riunione esecutivo Lega Provincia di Roma. Tanti i temi trattati, tra cui anche le prossime elezioni a Guidonia.

La volontà è chiara: riprendersela. E restituirla ai Guidoniani.

 

Più che la posizione del momento, la collocazione politica. Qui il leghista Alessandro Messa è a destra. Prima d'altro, accortezza al manifesto rovesciato sulla parete, altrimenti il primo piano va a farsi benedire. L'attenzione va riservata poi alle gradazioni di colore, perché, intanto, va esclusa quella del «La Rochelle», il circolo degli assassini terroristi neri tiburtini.

Alla fine degli anni Settanta, l'attuale coordinatore dei salviniani di Guidonia Montecelio era appena nato per presentarsi sodale di Paolo Signorelli. Ci si deve accontentare quindi del trait d'union Msi-Storace, altre mutazioni-Lega (“trait d'union” non «trade union» come scrisse un altro Messa a suo tempo).

Attualmente, Alessandro Messa non ha incarichi istituzionali. Fino al 2017 a Guidonia Montecelio è stato consigliere comunale (con un'assessora al suo partito) nell'amministrazione comunale di destra travolta dall'operazione «mafia bianca», lo scandalo sulla gestione del Comune costato già una decina di condanne, sindaco berlusconiano Eligio Rubeis incluso. 

Successivamente, per entrare nel partito di Salvini, l'avvocato si avvalse dell'espulsione della fondatrice locale, Giovanna Ammaturo, il che provocò addirittura una causa giudiziaria.

Se, in fondo alla saletta, si intravede Claudio Durigon, di fronte all'Alessandro siede il procuratore sportivo Vincenzo Tropiano (che lavoro è? commercia in calciatori?), consigliere comunale della Lega a Tivoli (candidato sindaco due anni fa anche per Casa Pound).

In questo momento al centro di una vivace polemica per aver postato su Facebook, un minicurriculum di Arnaldo Mussolini. Che, si legge, «è stato un valore aggiunto nelle politiche per l’ambiente, dando inizio alle bonifiche (non solo a Littoria) e creando la festa dell’albero (fino a qualche decennio fa, a fine ottobre ogni scuola italiana piantava un albero). Mori nel 1931 molto prima, quindi della guerra e delle leggi razziali». Un epitaffio a difesa della richiesta di Claudio Durigon di intitolare al fratello del duce la pineta di Latina (che, voglioso di stupire, Tropiano chiama nell'immarcescibile “Littoria”).

 

Sull'accaduto, «fino ad oggi non ho scritto nulla – annota il procuratore sportivo –, ma alcune considerazioni sono dovute, viste le tante inesattezze, anzi nefandezze, riportate nei giorni scorsi da Manifesto, Falso Quotidiano, Associazione Nazionale Pentiti Italiani (ANPI) e da tutti i loro seguaci che hanno dimostrato non soltanto malafede, ma anche ignoranza». 

Ignoranza dell'effetto che il consigliere della Lega tiburtina ha del tutto ignorato, cancellare l'intitolazione a Falcone e Borsellino. Che evidentemente non meritano onori. Basti pensare che nella consorella Guidonia, con un altro Messa (vicesindaco) al potere, via Antonio Gramsci è diventata via Chiorboli, un operaio partecipante alla marcia su Roma.

Dulcis in fundum, Ettore Muti. Al quale è intitolata la sezione di Guidonia Montecelio della Lega per Salvini. Così, se per Vincenzo Tropiano, Anpi si traduce in Associazione nazionale pentiti italiani, per i Messa il richiamo a Ettore Muti si deve al fatto che fu «convinto fascista fin dagli esordi del movimento, partecipò alle iniziative delle squadre d'azione, alla guerra in Spagna e in Albaniari coprì numerose cariche tra cui quella di segretario del Pnf, Partito nazionale fascista dall'ottobre 1939 all'ottobre 1940» (Wikipedia).

Dimostrazione senza dubbio alcuno né acrobazie verbali delle condizioni reali nelle periferie del partito fondato da Umberto Bossi. Non soltanto crassa ignoranza ma convincimento politico. Non tramonta la voglia di ridare voce e corpo al fascismo di un tempo. 

 

ps: Guidonia non è un paesino ma con circa 90 mila abitanti è il terzo comune del Lazio dopo Roma e Latina.