Toti a Salvini e Meloni: "A destra basta strizzare l'occhio ai no-vax"

Il presidente della Liguria: "Il vaccino era doveroso ora che stiamo entrando proprio adesso in un momento molto delicato per la vita del Paese"

Toti, Salvini e Meloni

Toti, Salvini e Meloni

globalist 4 settembre 2021

L’estrema destra amante di Bolsonaro e Trump ha ormai preso una deriva anti-scientifica.

Si oppone a tutte le misure di contrasto dal Covid e spera che la stanchezza di un anno e mezzo di pandemia e l’assuefazione ai morti possa rappresentare un fianco per la propaganda contro ogni restrizione.

Ma non tutti la pensano così.

"Mario Draghi è stato proprio bravo, più assertivo di Xi Jinping, ora grazie al suo discorso l'obbligo di vaccino, che io sostenevo già da tempo, è entrato a far parte dell'ortodossia della Repubblica. Bene così". Lo dice il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

L'obbligo di vaccino, precisa, "era doveroso! Stiamo entrando proprio adesso in un momento molto delicato per la vita del Paese: la riapertura delle scuole, delle grandi fabbriche, delle città, i mezzi pubblici che tornano a viaggiare a pieno carico, l'economia che riparte. Insomma, 30- 40 milioni di cittadini che ogni mattina usciranno di casa e noi non possiamo pensare di gestire un sistema così facendo i tamponi a tutti ogni due giorni come vorrebbero taluni! Il vaccino è la cura contro il Covid, il resto sono solo escamotage per lisciare il pelo a chi protesta".

"La Lega deve chiarirsi al suo interno, ci sono posizioni molto diversificate che forse rispecchiano le stesse presenti oggi nella società. Ma una classe dirigente che si candidi a governare un Paese deve imparare soprattutto la cultura di governo. Impari da Draghi - dice "a tutto il centrodestra" - Per tanto, troppo tempo, ci si è limitati a trovare consenso con la protesta, sui migranti, sull'Europa, ma questo non è il momento di strizzare l'occhio ai no vax, a quelli che sui social continuano a straparlare di complotti delle multinazionali, di Big Pharma o di 5G. Questo è il momento di parlar chiaro, di usare parole nette anche a costo di scontentare le minoranze. Il vaccino è un dovere morale. La libertà, il diritto che uno ha di non vaccinarsi non può uccidere il diritto dell'altro a vivere sano, a non morire. I tre ministri della Lega comunque mi sembra che abbiano sempre votato compattamente a favore dei vaccini e del green pass. Piuttosto mi rivolgo a Giorgia Meloni".

"Si associ a me nella battaglia per l'obbligo vaccinale. Un'opposizione con una cultura di governo è capace di scavalcare anche il governo - incalza Toti - evocare l'obbligo vaccinale potrebbe anche finire per convincere i tanti scettici che ancora ci sono. E una volta raggiunta un'altissima percentuale di vaccinati, ecco che parlare di obbligo diventerebbe pleonastico".
E sul green pass aggiunge: "serve una stretta: pubblico impiego, aziende private, green pass obbligatorio in tutti i luoghi collettivi di lavoro. Il mio collega della Toscana, Giani, è pronto a vietare l'accesso ai luoghi pubblici a chi non è vaccinato. Io, pur essendo un grande autonomista, ritengo però che sia meglio che su questi aspetti prevalga una linea nazionale. La Conferenza delle Regioni faccia pressione sul governo. È chiaro che si dovrà andare in una direzione ben precisa: il green pass dovrà servire per quasi tutto. Per chi è senza, invece, accesso limitato giusto ai negozi di alimentari e alle farmacie".