Vazio (Pd) difende la riforma della giustizia: "Nessun processo andrà in fumo"

Il deputato democratico relatore del provvedimento e vice presidente della commissione Giustizia: "Tempi ragionevoli e risorse adeguate"

Franco Vazio

Franco Vazio

globalist 1 agosto 2021

Alla vigilia del voto tra Camera e Senato, la riforma della Giustizia punta a essere approvata prima della pausa estiva.

"Ragionevole durata dei Processi, maggiori garanzie per gli imputati, certezza per le parti offese di ottenere giustizia, digitalizzazione e nuove tecnologie e risorse al servizio della Giustizia. L'imputato ha il diritto di essere giudicato in quadro di garanzie e di tempi ragionevolmente brevi.

La parte lesa, in caso di condanna dell'imputato, ha il diritto di vedersi riconoscere il risarcimento dei danni subiti senza attendere decenni e processi infiniti. Lo Stato ha il dovere di celebrare il processo con tutte le garanzie per le parti coinvolte, in piena trasparenza e con tempi degni di un Paese moderno e democratico. Il cittadino ha il diritto di sapere chi sia colpevole e chi sia innocente, senza attendere 20 anni. La Riforma del Processo penale voluta dalla ministra Cartabia e dal Presidente Draghi ha proprio questi obiettivi e questi orizzonti, che vengono realizzati in un contesto di modernità di sistema, con tecnologie e risorse finalmente degne del nostro Paese".

Così il deputato democratico Franco Vazio, relatore del provvedimento e vice presidente della commissione Giustizia.

"Nessun processo andrà in fumo - continua Vazio - sia per reati comuni, sia per quelli di maggior allarme sociale. Certo però che non potrà più accadere che un fascicolo dopo la sentenza di primo grado attenda 3 anni per la fissazione dell'udienza di appello. L'approvazione del mio emendamento consente il potenziamento dell'Ufficio del processo, 1.000 persone di nuova assunzione aiuteranno i Giudici a fare il loro lavoro. Si stabilisce che il Pubblico Ministero possa chiedere e il Giudice dell'Udienza Preliminare disporre il rinvio a giudizio dell'indagato solo quando gli elementi acquisiti consentono una 'ragionevole previsione di condanna'. Gli uffici del Pubblico Ministero, per garantire l'efficace e uniforme esercizio dell'azione penale, nell'ambito di criteri generali indicati con legge dal Parlamento, dovranno individuare priorità trasparenti e predeterminate, che saranno indicate nei progetti organizzativi delle Procure e quindi sottoposte all'approvazione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). In linea con il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, si prevede che la mera iscrizione del nominativo della persona nel registro delle notizie di reato non possa determinare effetti pregiudizievoli sul piano civile e amministrativo. L'iscrizione nel registro degli indagati sarà davvero una forma di garanzia per l'indagato. In questi giorni abbiamo invece sentito cori e tifoserie dai toni opposti. Intendo in conclusione chiarire e ribadire un principio. La prescrizione è il fallimento dell'azione dello Stato. I processi devono essere iniziati, ma soprattutto conclusi".