Da Conte ultimatum a Grillo: "Non starò nel M5s per fare da prestanome"

L'ex premier parla dei malumori con il comico sul nuovo soggetto politico e rilancia: scelga se essere un genitore generoso o un padre padrone

Giuseppe Conte
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28 Giugno 2021 - 18.12


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Un ultimatum a Beppe Grillo ma anche a tutto il movimento: Conte ha detto che non farà da prestanome al comico e che la sua presenza nel M5s è condizionata solo da un ruolo chiaro. Chi è alla guida è alla guida.
E ha anche chiesto agli iscritti di votare sulla sua ipotesi di statuto chiedendo allo stesso tempo al comico genovese di scegliere: o è un genitore generoso che lascia il figlio andare per la sua strada ed evolversi oppure è un padre padrone.
Nel confronto con Beppe Grillo a ridosso del “lancio del nuovo corso” del M5s, sono emerse “diversità di vedute su alcuni aspetti fondamentali”. Lo racconta Giuseppe Conte in conferenza stampa, spiegando che è emerso “un equivoco di fondo: io credo che non abbia senso imbiancare una casa che ha bisogno di profonde ristrutturazioni. L’ho sempre detto, non mi sarei mai prestato ad una operazione di facciata, di puro restyling”.
“Presenterò le mie osservazioni imprescindibili per il mio impegno nel M5s”
“Ho avuto un fittissimo scambio di mail con Grillo, ho accolto un buon numero delle sue osservazioni. Le altre non possono accoglierle, perché alterano questo disegno e creano confusione di ruoli e di funzioni. Martedì mattina consegnerò i documenti frutto del mio lavoro dapprima a Grillo e poi a Crimi chiedendo che siano diffusi alla comunità. Sono condizioni imprescindibili del mio impegno”, osserva l’ex premier.
“Beppe vuole essere un genitore generoso o un genitore padrone?”
“Beppe sa bene che ho avuto e avrà sempre rispetto per lui. Spetta a lui decidere se essere il genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o il genitore padrone che ne contrasta l’emancipazione. Per lui c’era e ci sarà sempre il ruolo di Garante, ma ci sarà distinzione tra la filiera di garanzia e la filiera degli organi di politica attiva al cui vertice ci deve essere il leader politico e la filiera di controllo”, prosegue Conte.
“Questa mia franchezza non nasconde arroganza, è dovuta all’affetto per il M5s. La mia posizione nasce da un ragionamento secondo cui, dopo la fase di crescita del Movimento, oggi rischiamo di entrare in una fase di declino se non rilanciamo in modo nuovo la forza” dei 5 Stelle.

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