Albertini temporeggia: "Domani dirò se mi candido a sindaco" (ma non aveva detto No per la moglie?)

L'ex sindaco del capoluogo lombardo: "Meloni mi ha chiamato e spiegato che non c'era nulla contro di me. Sono sempre per il no, deciderò con mia moglie Giovanna"

Gabriele Albertini
Gabriele Albertini
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14 Maggio 2021 - 08.59


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C’è ancora incertezza sul nome del candidato sindaco per la destra a Milano, colui che andrà versimilmente a sfidare l’attuale primo cittadino Giuseppe Sala.

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Albertini, che in un primo momento aveva rinunciato per screzi con il centrodestra e perché “lo doveva a sua moglie”, non dà certezze, ma annuncia che domani annuncerà la sua decisione di concorrere o meno.

“Ero già a conoscenza della decisione di Fratelli d’Italia perché surrettiziamente La Russa, Santanché e Fidanza si erano fatti vivi spiegandomi che non dovevo equivocare, che FdI non ce l’aveva con me, ma era una questione di dialettica tra i partiti del centrodestra. Quindi, per me non è stata una novità. La novità è stata la telefonata di Giorgia Meloni”.

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Albertini racconta: “Mi ha rassicurato che non c’era nulla contro di me. Io l’ho ringraziata. È stato un colloquio cordiale”. In merito alla sua candidatura sottolinea di aver “detto che avrei gradito aspettare fino a sabato che è l’anniversario del mio primo giuramento da sindaco davanti al prefetto”.

Ma precisa: “È il quadro esterno che è cambiato, il quadro interno, descritto nella lettera per cui ho detto no alla candidatura, è rimasto lo stesso”. Albertini spiega di essersi preso queste 48 ore per “essere sicuro che ci sia tutta la convinzione possibile e che tutto ciò che sarà deciso sarà deciso in armonia con mia moglie Giovanna. Sono più per il no. Ieri sono state rimosse delle situazioni esterne, ma l’argomento di passare gli ultimi anni della vita insieme, in serenità e possibilmente in buona salute non è cambiato”.

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