Arroganza e prepotenza ostacolano la buona politica: il trasformismo della Lega

Nelle parole di Draghi ci sono state il rigore e la chiarezza, il forte invito all’unità e all’impegno corale per fare fronte, tutti insieme, alla grande serietà della sfida che il paese ha di fronte.

Salvini

Salvini

Nuccio Fava 28 aprile 2021

Tra gli aspetti che più mi hanno colpito nella impostazione del presidente del Consiglio in Parlamento, ci sono state il rigore e la chiarezza, il forte invito all’unità e all’impegno corale per fare fronte, tutti insieme, alla grande serietà della sfida che il paese ha di fronte.

Un appello rivolto con chiarezza a tutti i cittadini ed ovviamente alle forze politiche che compongono la sua variegata maggioranza. Purtroppo però non sono mancati scricchiolii, soprattutto tatticismi e strumentalizzazioni, guardando ambiguamente ai moti di piazza, alle proteste e ribellismi vari, senza alcuna capacità spesso di vera e ragionevole comprensione.

Cercando solo di cavalcarli e mostrare vicinanza e sostegno di mera opportunistica convenienza, immaginando possibili ritorni in termini di consenso. Una attitudine deleteria e sempre rischiosa per la vita democratica, arricchita si anche dal disagio e dalla protesta sociale soprattutto se compresa ed affrontata nelle sue ragioni di fondo ed incanalata, attraverso il confronto ed il dialogo verso soluzioni adeguate alla crisi e un doveroso impegno di trovarne soluzione. Si sono espresse invece posizioni gravi per lo stesso equilibrio democratico e l’efficacia dell’azione di governo che le difficoltà sembrano talvolta volerla cavalcare, strumentalizzare, accada quello che accada, anche sull’equilibrio di governo e la maggioranza che lo sostiene.

Superfluo sottolineare quanto tutto questo sia grave, specialmente in una condizione come l’attuale, con una maggioranza così ampia ed articolata che imporrebbe spirito di grande responsabilità che dovrebbe essere condiviso da tutti. Con le sue frequenti tentazioni tattiche, fino a pratiche di opportunismo trasformistico, la Lega ha saputo fermarsi sull’orlo del burrone.

Pericolo scampato? Si spera, a condizione di smettere la pratica di guardare “esclusivamente e presuntuosamente solo al proprio ombelico”che tra l’altro, oltre qualche possibile ricompensa di squallidi denari impedisce in ogni caso di vedere l’orizzonte più vasto dell’intera Italia, dell’Europa e di tutto il mondo che dovrebbero invece essere per tutti la ricerca impegnativa del vero bene dell’Italia.