Predatori dell’etere, guastatori della democrazia e civiltà

Una commemorazione online dell'ex segretario della Dc oggetto di un attacco di cyberbullismo

Benigno Zaccagnini

Benigno Zaccagnini

Nuccio Fava 18 aprile 2021

Si potrebbe liquidare come”bravata “teppistica, messa in atto da ragazzotti frustrati di provincia in cerca di sensazionalismo e forti emozioni.
È dire che si trattava di commemorare Zaccagnini il giorno dalla nascita, il 17 aprile. Uomo semplice e schietto, medico pediatra e partigiano, più volte ministro e capogruppo Dc alla Camera, era stato eletto segretario democristiano in un momento difficile del partito, durante un consiglio nazionale in cui le diverse correnti non riuscivano a raggiungere un accordo dopo le dimissioni di Amintore Fanfani.
Anche gli autisti erano esasperati sul piazzale Sturzo all’Eur, ironizzando nella notte sulla “balena bianca” come la definì G.P Pansa. Alla fine prevalse la soluzione suggerita da Moro con l’elezione praticamente unanime di Zaccagnini presidente del consiglio nazionale che avrebbe dovuto tenere l’incarico per pochi mesi.
Le cose andarono diversamente e a Zaccagnini toccò portare l’onere del pesante incarico anche durante tutta la tragedia del rapimento e dell’assassinio di Moro con uno strazio anche umano e religioso a cui ho assistito personalmente più volte.
Non mi è mai capitato di constatare un politico così pienamente assorto nel suo impegno come l’onorevole Zaccagnini e credo che questo aspetto così forte e straordinario colpisse soprattutto le ragazze e i giovani che nel suo nome volevano impegnarsi in politica.
Analogo spirito e motivazione era alla base del ricordo che era stato programmato in Romagna a pochi km da Ravenna per riflettere e trarre inspirazione per un rinnovato impegno a servizio della comunità.
Era previsto l’intervento del cardinale Matteo Zuppi di Guido Bodrato, Castagnetti, del senatore Preda e di Rosy Bindi, oltre a numerosi interventi.
Però quasi incredibile a raccontarsi e provandone comunque grande vergogna e profonda amarezza l’incontro attraverso la piattaforma zoom è stato reso impossibile per continue interruzioni, volgarità e sconcezze.
Un piccolo-grande esempio dei rischi che corre la nostra vita democratica per l’uso volgare e criminale che gli stessi strumenti di comunicazione che dovrebbero rappresentare uno strumento di incivilimento e accrescimento dell’informazione e del dialogo possano trasformarsi in forme di degrado e di corruzione della nostra vita civile.