D'Alema: "Le pressioni della Lega su Speranza tipiche di una cultura di destra, rozza e squadristica"

L'ex Premier sull'approccio del governo al problema pandemico: "Il presidente del Consiglio si è assunto la responsabilità di una linea di condotta orientata alla difesa della salute degli italiani, che poi è la linea di Speranza"

Massimo D'Alema
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16 Aprile 2021 - 07.27


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Massimo D’Alema ha rilasciato un’intervista dopo essere guarito da una forma leggera di Covid.
L’ex premier ha dichiarato che farà il vaccino la prossima settimana.
Nell’intervista rilasciata al Corriere della sera ha compiuto un’analisi realistica del governo della sua tenuta, delle prospettive e breve e più avanti, a partire dall’ultima frizione, seria e nient’affatto rientrata, quella della Lega sul ministro Speranza. 
Ha avvertito: 
“Il presidente del Consiglio si è assunto la responsabilità di una linea di condotta orientata alla difesa della salute degli italiani, che poi è la linea di Speranza. Entrambi i premier con cui ha lavorato hanno difeso il suo lavoro. Io rimango però preoccupato per la spinta di una destra molto becera, di cui la campagna contro il ministro della Salute è una spia evidente, che rischia di logorare rapidamente l’azione del governo Draghi, vittima di continui contrasti. La legge elettorale in vigore potrebbe portare molto presto questa destra a governare da sola. Perché agevola l’aggregarsi pasticciato e dannoso di soggetti che hanno lucrato una qualche legittimazione europea per aver scelto di sostenere questo governo, come la Lega, e forze che sono andate all’opposizione, come Fratelli d’Italia”.
D’Alema non ha dimenticato quali sono stati i cosiddetti “fari” politici della destra oggi al governo:
“Il ministro Speranza ha gestito bene una crisi difficile, drammatica e inaspettata, che ha messo in difficoltà tutto il mondo. È stato scrupoloso, attento principalmente all’obiettivo di mettere in sicurezza le vite umane, ha collaborato con la comunità scientifica. Ed è forse per questo che è finito nel mirino di quelli che evidentemente, se fossero stati al governo, avrebbero usato il metodo di Bolsonaro, con i risultati che purtroppo per il popolo brasiliano sono sotto gli occhi del mondo. Mi lasci dire che l’aggressione a Speranza ha molto a che fare con una certa cultura di destra, rozza e squadristica, che comprende l’insulto e gli attacchi fino a innescare minacce personali”.
Sul governo Draghi, sostenuto anche dal suo partito, Leu, dà un giudizio positivo quanto a impatto internazionale, ma non può non notare che “oggi sta emergendo con grande nettezza, com’era prevedibile, che una maggioranza più larga è anche, giocoforza, una maggioranza più divisa. Quello che guadagni in stabilità aritmetica lo perdi in stabilità politica”. 
Ha poi aggiunto: 
“Il vero problema di Draghi è stata la campagna di opinione contro i partiti e contro il Parlamento che ha esaltato la funzione salvifica del grande tecnico, anche con l’obiettivo di denigrare il governo precedente e il presidente Conte. In questo modo si sono create aspettative che non potevano che essere deluse, anche perché nessun tecnico può cancellare le differenze politiche delle forze che sostengono questo governo. Draghi di questo non ha alcuna colpa; capisco la difficoltà del suo lavoro quotidiano e ha la mia viva solidarietà per il compito gravoso che gli è toccato”.

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