Gozi attacca Giorgia Meloni: "Post fascista caricatura dell'estrema destra"

L'eurodeputato nelle liste di Renaissance nel suo libro attacca la Meloni: "Per lei è sufficiente sparare alle barche degli immigrati per semplificare il problema"

Sandro Gozi
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12 Aprile 2021 - 16.18


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Sandro Gozi, nel suo nuovo libro “Il Bersaglio – Battaglie per l’Europa” ha duramente criticato la destra post fascista della Meloni ma in generale ha puntato il dito contro tutte le forme di populismo che ci sono oggi, soprattutto in Italia.
La prima “campagna nazionalista” contro Sandro Gozi, quando decise di candidarsi alle elezioni europee in Francia nelle liste di Renaissance, che fa capo al partito En Marche di Emmanuel Macron, “fu lanciata contro di me dalla leader post-fascista di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Meloni è la caricatura dell’estrema destra violenta e volgare.
Non va per niente sottovalutata: la sua violenza verbale è in sintonia con i tempi”.
Per Gozi, Meloni “ha rispolverato vecchi discorsi di estrema destra con temi attuali e prendendo gente come Viktor Orbán e Steve Bannon come fonte di ispirazione per la sua politica in Italia.
Con Steve Bannon le è andata piuttosto male… Per lei è sufficiente sparare alle barche degli immigrati per semplificare il problema”.
“Ma nel microcosmo politico e mediatico romano – continua Gozi – ci si adatta a tutto e quindi, ne sono sicuro, vedremo comparire ‘melonisti’ dove meno te lo aspetti, come è stato prima con i Cinque Stelle e poi con Matteo Salvini”. 
Gozi: “Anche Di Maio mi attaccò, voleva togliermi la cittadinanza”
Giorgia Meloni, prosegue Gozi, “lancia il primo attacco contro di me all’inizio della campagna per le elezioni europee.
E così attacca anche il nemico pubblico numero uno dei nazionalisti italiani, vale a dire il presidente Macron: per lei una occasione da non perdere”.
“Il ragionamento è piuttosto contorto.
Secondo l’astuta politica, avrei svolto il mio mandato come membro del governo italiano di Matteo Renzi per favorire gli interessi di Macron in cambio della mia futura candidatura”.
Gozi ricorda anche altri attacchi subiti all’epoca, come quello di Luigi Di Maio, all’epoca vicepresidente del Consiglio: “‘Dobbiamo valutare se ritirare la nazionalità a Gozi: abbiamo conflitti con la Francia’ (e certo – commenta – se poi tu vicepresidente del Consiglio vai a Strasburgo a incontrare i Gilet Gialli, i conflitti con la Francia magari aumentano pure…)”.

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