Bettini: "Il mio progetto per aiutare Letta e il partito non è una corrente"

L'esponente democratico presenterà il 14 aprile una piattaforma: "Ricomporre una sinistra moderna"

Goffredo Bettini
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11 Aprile 2021 - 09.23


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Si fa sempre più strada a sinistra l’idea di un campo democratico che possa coinvolgere diverse forze politiche.

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Goffredo Bettini parla della piattaforma politica rivolta al Pd e a tutto il campo democratico che presenterà il 14 aprile, definendola “un’area di pensiero plurale, aperta, priva di un leader monocratico, che si pone l’obbiettivo di contribuire alla ricerca di una più forte identità del Pd con l’intenzione di ricomporre una presenza critica, moderna e aperta della sinistra italiana”.

“Il documento che presenteremo – prosegue Bettini –   penso sarà utile soprattutto al Pd, che ha bisogno come il pane di rendere visibile una tradizione più direttamente collegata alla lotta per la giustizia, la libertà, la dignità umana. Letta ha parlato fin dall’inizio di inclusività rispetto alle diverse sensibilità e culture. Sono d’accordo. La nostra iniziativa lavora per un equilibrio ed un bilanciamento, che al momento rischiano di mancare”, spiega Bettini che giudica “positivamente” il nuovo corso di Enrico Letta: “Siamo nella fase del decollo e troverei sbagliato ‘soffocare’ Letta con dubbi pregiudiziali o con ‘entusiasmi’ plaudenti, qualche volta inevitabilmente insinceri”.

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“In queste settimane – dice Bettini – ho avuto dei rapporti con il nuovo segretario, che mi hanno confermato la sua cultura, intelligenza, autorevolezza, correttezza. Allo stato attuale, nonostante qualche bizzarro commento, c’è una sostanziale continuità rispetto alle scelte fondamentali di Zingaretti e del suo gruppo dirigente. Naturalmente, Letta presenta anche importanti novità. Sui valori. La rappresentanza femminile. La trasformazione del partito. Ha anche indicato la sua preferenza per un sistema elettorale maggioritario. Lasciamolo fare. Per quanto mi riguarda lo aiuterò nei modi che riterrà più opportuni”.

Quanto alla sua vicinanza con l’ex premier Giuseppe Conte, “c’è stata con Conte una collaborazione nei mesi passati che non ho la minima intenzione di cancellare – scandisce Bettini – Il suo governo ha fatto bene all’Italia. Non è caduto. È stato fatto cadere. Le ragioni debbono essere ancora indagate meglio. Ancora oggi Conte ha un rapporto molto saldo con l’opinione pubblica italiana. Non è un peso morto. Ma una risorsa”.

 

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