Maiorino (M5s) si scaglia contro l'omofobia di Tuiach: "Chi incita all'odio non può essere nelle istituzioni"

La senatrice M5s, che ha collaborato alla scrittura del testo della legge contro l'omofobia: " Chi inneggia allo sterminio di gruppi umani non può in alcun caso essere nelle istituzioni"

Fabio Tuiach

Fabio Tuiach

globalist 22 febbraio 2021
Alessandra Maiorino, senatrice del M5s, si è scagliata contro le parole vergognose del consigliere triestino Fabio Tuiach, che ha dileggiato l'attivisto Lgbtqi+ Antonio Parisi dopo che aveva subito un pestaggio omofobo: "Le parole del consigliere triestino Tuiach non offendono solo la comunità LGBT ma chiunque nutra ancora un senso delle istituzioni e abbia a cuore il rispetto della vita umana. Sono parole che preoccupano in quanto scuotono dalle fondamenta il patto sancito tra cittadini e rappresentanti, che dovrebbero svolgere il loro mandato nel rispetto dei diritti costituzionali, con onore e disciplina. Trovo dunque estremamente appropriata la richiesta di rimozione di Tuiach avanzata dai consiglieri regionali del M5S e delle altre forze di opposizione del Friuli Venezia-Giulia, e mi unisco alle parole della nostra capogruppo nel consiglio comunale di Trieste, Elena Danielis, la quale afferma la necessità di tracciare una netta linea di demarcazione invalicabile tra le legittime espressioni del proprio pensiero e lo smaccato incitamento all'odio e alla persecuzione. Chi inneggia allo sterminio di gruppi umani non può in alcun caso essere nelle istituzioni, certo non nelle istituzioni della Repubblica italiana, fondata sul ripudio delle ideologie nazi-fasciste".
"So inoltre che il movimento dei Sentinelli di Milano - aggiunge - sta presentando denuncia penale nei confronti di Tuiach per istigamento all'odio fondato sull'orientamento sessuale. Un'azione quanto mai necessaria, che pure rischia al momento di naufragare in quanto la fattispecie e' quella prevista dalla legge contro l'omolesbobitransfobia approvata alla Camera e ora ferma in Senato. Questo ennesimo episodio di sfacciata omofobia, questa volta addirittura istituzionale, testimonia una volta di piu' dell'urgenza dell'approvazione definitiva di questa legge. Chiunque si ostini a negare che la discriminazione e persino l'odio verso le persone LGBT siano un problema reale nel nostro Paese, a questo punto, non può che essere in malafede. Oggi siamo tutti LGBTI: lo Stato non può voltarsi dall'altra parte", conclude Maiorino.