Bettini dà il ben servito a Zingaretti? "Grazie Nicola, ma ora serve un congresso"

"C’è uno strisciante logorio interno, facciamolo appena si potrà fare"...

Goffredo Bettini

Goffredo Bettini

globalist 22 febbraio 2021

Sa tanto di ben servito. "Sono molto grato a Zingaretti, ha portato il Pd fuori dalle secche. Ora il Pd è centrale nel dibattito pubblico, ha alleati, ha sostenuto un Governo che ha fatto bene. La linea generale è stata di ripresa. Il Pd deve crescere nei consensi per fronteggiare la destra, deve ricostruire un profilo più attrattivo. Il sistema delle correnti è soffocante, non aiuta questo lavoro perché può prevalere l’elemento di potere invece che un lavorio culturale e intellettuale, che servirebbe come il pane. Le aree culturali, più che le correnti, potrebbero aiutare il Pd”. Lo afferma Goffredo Bettini a Radio Immagina.


“Faremmo un grave errore se durante questa fase di transizione, il Governo del presidente, in cui le forze politiche hanno sovranità limitata, riununciassimo alla politica in modo passivo” spiega Bettini. “Dobbiamo fare due cose: irrobustire il sistema politico italiano, con una riforma elettorale che si adegui al taglio dei parlamentari e poi che ognuno ridefinisca il suo sistema di valori, le finalità di fondo sull’Italia. In questo quadro, il Congresso del Pd è un fatto positivo. Nardella ha detto che ora non si può fare. Mettetevi d’accordo, molti dirigenti della sua area lo hanno chiesto. Facciamolo appena si potrà fare”. 


Nel Pd “c’è - dice Bettini - grandissima esigenza di chiarimento. Ho difeso linea decisa all’unanimità in direzione e nei gruppi dirigenti nazionali. Sulle critiche, più che chiedere a nome di chi parlo, rispondano sulle idee, sui propositi e sulla lettura della situazione italiana e internazionale. Visto che c’è uno strisciante logorio interno, è bene che posizioni si esplicitino. Bisogna stappare questa bottiglia compressa”.


Bettini giudica “più che soddisfacente” il discorso di Mario Draghi in Parlamento “perché si è mosso dentro l’ispirazione che da sempre il Pd persegue. Qualche applauso dettato dall’opportunismo e dalla necessità politica. Vedremo in Parlamento ciò che accadrà, su tanti provvedimenti ci saranno opinioni diverse. Ci sarà una serena battaglia di egemonia, si aprirà un confronto in Parlamento e sicuramente qualche spina ci sarà. Ma il Pd sosterrà il Governo, che ha ridato una prospettiva al Paese dopo una crisi immotivata. Essere europeisti è un’impostazione di fondo, sono valori, è fiducia nella cessione di sovranità verso sovranità europea. È considerare la Patria italiana dentro la Patria europea. Queste cose non avvengono in un giorno. È un processo di cambiamento positivo per la democrazia italiana, ma deve essere omeopatico. Non può essere una medicina che si beve all’improvviso, altrimenti il paziente rischia uno choc”.


L’esponente Pd sottolinea nuovamente l’importanza di Giuseppe Conte. “Deciderà da sé. È uomo uscito da sua esperienza di governo con enorme dignità e sobrietà, ha aiutato formazione Governo Draghi. Ha grande popolarità, ha un feeling con il Paese - sottolinea Bettini - Se si forma una aggregazione moderata dinamica rivolta ai cittadini sensibili ai temi ambientalisti, che abbia dentro l’esperienza dei 5Stelle, con la leadership di Conte, questo sarebbe un fatto positivo per il centrosinistra”.


Capitolo Roma. “La Raggi ha intenzione di ricandidarsi ma noi non la sosterremo in alcun modo- spiega Bettini- Abodi è una persona intelligente e perbene ma politicamente non particolarmente forte. Poi c’è Calenda, che è una forza che rispetto molto. È una competizione impegnativa. Dobbiamo avere una candidatura di peso. Rispetto le decisioni del gruppo dirigente, non sono scelte che mi competono. Leggo sui giornali di Gualtieri. Rispetto totalmente le decisioni del gruppo dirigente e quello che avrà nel cuore Gualtieri, lui è una delle persone più prestigiose della politica italiana europea”.