Crimi sulla fiducia a Draghi: "Nessuno urlerà sì con entusiasmo"

Il reggente del Movimento: "Abbiamo tutti compreso che siamo in una situazione emergenziale. Continueremo ad esercitare il fiato sul collo"

Vito Crimi
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17 Febbraio 2021 - 08.42


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Vito Crimi prova a mettere a tacere i malumori interni: per la votazione alla fiducia dell’esecutivo Draghi esiste la possibilità che si formino gruppi di dissidenti pronti a votare No.

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“Nessuno di noi affronta questa esperienza urlando un sì con entusiasmo”,  sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi, aprendo l’assemblea dei deputati 5 Stelle.

“Abbiamo tutti compreso che siamo in una situazione emergenziale… abbiamo risposto all’appello di Mattarella rivolto a tutte le forze politiche, in nome dell’unità. A differenza degli altri non ci siamo limitati ad accogliere l’appello, ma abbiamo posto una forte condizione: quella che questo governo avesse come obiettivo, come tema centrale, la transizione ecologica”, ha aggiunto.

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“Non è una fiducia in bianco – ha detto ancora Crimi – ma non lo è mai stata per nessuno governo. Continueremo ad esercitare il fiato sul collo”. “Secondo qualcuno, questo sarebbe il frutto di un disegno per far fuori il Movimento. Non lo so se sia vero… la cosa importante è che anche se ci fosse un disegno di questo tipo, nessuno riuscirà a farci fuori. Siamo qui e lotteremo insieme”, ha quindi sottolineato. “I nostri risultati non devono essere messi in discussione: dalla giustizia alle politiche sociali, passando per l’ambiente. Siamo qui perché” i fondi del Recovery “siano spesi per le future generazioni”, ha rimarcato Crimi.

“Domani e dopodomani voteremo sì. Qualunque altra espressione di voto sarà considerata in dissenso”, ha poi specificato Crimi ribadendo che il voto degli iscritti su Rousseau è vincolante.

E ancora: “Il decreto che creerà il ministero per la transizione ecologica è quasi pronto. Può essere varato ad uno dei primi consigli dei ministri”.

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Le parole dei 5S in assemblea – “Vogliamo restare nell’angolo in cui ci hanno messo o vogliamo andare al centro dell’arena e giocare la partita? In queste condizioni non ci resta che dare la fiducia a questo governo ma non dobbiamo fare sconti”. Così il deputato Luigi Gallo durante l’assemblea.

“Non prendiamoci in giro, quel quesito su Rousseau era una richiesta di ratifica, suggeriva già la risposta… non si offenda l’intelligenza delle persone”. Così la deputata Emanuela Corda. “Sarò sempre rispettosa delle regole e dei principi M5S ma al capo politico e ai capigruppo dico che non mi sono sentita rispettata come parlamentare ed essere umano”, ha chiosato la parlamentare sarda.

“Cingolani è quanto di più lontano dai valori M5S ci possa essere”, dice in assemblea il deputato 5 Stelle Marco Bella, il quale ribadisce comunque il suo sì alla fiducia al governo Draghi. “Questo governo non piace, la fiducia sarà difficile da votare” ma “abbiamo preso un impegno e dobbiamo rispettare l’esito del voto” su Rousseau. Così la deputata Francesca Flati.

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“Lo statuto recita chiaramente che ci dobbiamo attenere al voto degli iscritti sulla piattaforma. Chi si astiene, in che modo può rimanere all’interno del percorso?”. Così, il capogruppo 5 Stelle alla Camera Davide Crippa durante l’assemblea dei deputati M5S. “Pensate sia stato entusiasmante per me fare la prima call di maggioranza con ‘accanto’ il simbolo di Forza Italia?”, ha rimarcato Crippa replicando ai dubbi della truppa parlamentare.

“Penso che questo sia un governo, almeno dalla sua composizione, che non possa alcuna visione politica, sociale, culturale. Penso possa avere solo una visione economicistica del Paese e della società. Il quesito su Rousseau era una truffa, non ho nemmeno votato”, le parole del deputato Andrea Colletti. “Una democrazia non può esistere se sono tutti in maggioranza. Deve esserci un dissenso, una opposizione”, ha aggiunto. “Passeremo da pigiabottoni di un governo politico a pigiabottoni di un governo tecnocratico”, ha detto ancora. “Da forza rivoluzionaria siamo diventati forza di gestione del potere fine a se stesso”, ha ammonito Colletti.

Per il deputato M5S e presidente della Commissione Politiche Ue Sergio Battelli, “questo governo non è una figata. Per 5 anni il M5S ha detto ‘mai alleanze con nessuno’, ma da quel giugno 2018 abbiamo fatto compromessi… questo nasce per essere un governo post-bellico”. In ogni caso, “diamo una chance a questo governo, io voterò sì”.

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“Per me questo è uno spartiacque…stiamo dando la fiducia a un governo dove non abbiamo più il nostro premier e molti dei nostri ministri. Nessuno si azzardi a paragonare questo governo agli altri. Dov’è la democrazia in un voto di 10 ore su Rousseau, senza un dibattito? Quando avremo percentuali irrisorie potremo continuare a fare il bene del Paese?”.
Così la deputata Carmen Di Lauro durante l’assemblea di gruppo.

 

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