Le dimissioni Conte non chiudono la partita: la caccia ai 'responsabili' continua

I gruppi 'contiani' alla Camera e al Senato, raccontano, ''sono in formazione'', assicura chi ci sta lavorando in queste ore. A palazzo Madama, in particolare, si parla di 9-10 parlamentari fortemente 'tentati'

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25 Gennaio 2021 - 21.52


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Nonostante le dimissioni di Conte, la caccia ai ‘responsabili’ non si è fermata. Anzi, la lettura politica è che Conte abbia aperto una parita supplementare, da giocare fino in fondo: “Con il Conte ter si apre un nuovo scenario, tutto è ancora possibile, anche recuperare Renzi”, si lascia scappare un ‘pontiere’ impegnato a trovare i ‘numeri’ necessari per andare avanti. La notte è lunga” afferma un parlamentare di Forza Italia, veterano di crisi politiche. Rinviando a domani la salita al Colle, Giuseppe Conte guadagna tempo prezioso, un’altra notte appunto, per provare ad allargare la maggioranza il più possibile. Fermo restando che da domattina ci sarà il Capo dello Stato come arbitro.
I gruppi ‘contiani’ alla Camera e al Senato, raccontano, ”sono in formazione”, assicura chi ci sta lavorando in queste ore. A palazzo Madama, in particolare, si parla di 9-10 parlamentari fortemente ‘tentati’, che si aggiungerebbero agli azzurri Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, che hanno votato la fiducia al governo. Gli occhi sono sempre puntati su Forza Italia (2-3 gli ‘attenzionati’) e i ‘centristi’, ma non l’Udc che oggi si è tirata fuori. 
Resta l’interrogativo su cosa farà ‘Cambiamo’ di Giovanni Toti: “Mai parteciperemo al Conte ter”, assicura il governatore ligure, che punta a un esecutivo di unità nazionale, ma i boatos parlano di forti pressioni nei confronti dei tre senatori ‘totiani’. C’è chi poi scommette che anche qualche ‘renziano’, impaurito dalla strategia kamikaze del suo leader, possa alla fine aggregarsi alla truppa contiana (i boatos danno come ‘papabili’ 2-3 senatori).
Una volta uscito dal Quirinale, raccontano, Conte avrà il quadro più chiaro della situazione e se farà un “governo di altro profilo” e di emergenza nazionale, come gli chiedono i centristi che lo sostengono, porrebbe spuntarla, magari tirando dentro pure Italia Viva. Tutto dipenderà, però, da Matteo Renzi: se lui vuole tornare sui suoi passi, non può pensare di ripartire da una posizione di forza come prima. Nessuna chiusura all’ex rottamatore, dunque, ma non potrà certo tornare a dettare l’agenda a M5S e Pd.

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